Il Tirreno

Grosseto

Il regno degli Appiani e le loro roccaforti diventano un itinerario tutto da scoprire

alfredo faetti
Il regno degli Appiani e le loro roccaforti diventano un itinerario tutto da scoprire

Da Torre Mozza al Castello di Scarlino, dalla Rocca di Buriano alla Torre dello Sparviero c’è un patrimonio sconosciuto 

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il progetto

alfredo faetti

C’è un capitolo nella storia costiera maremmana forse poco conosciuto. Sicuramente poco valorizzato. È la storia del regno degli Appiani, che da Piombino si estendeva fino a Castiglione della Pescaia, durato quattrocento anni durante i quali vennero costruite rocche e castelli a difesa dai pericoli che potevano arrivare dal mare. Tra questi il Castello di Scarlino, Torre Civette, la Torre dello Spalviero fino alla Rocca di Buriano: strutture divenute simboli o luoghi di grande fascino all’interno dei rispettivi comuni, ma “ciascun per sè”: lasciati cioè alla loro “meravigliosa ma triste solitudine”, come la definisce Carolina Megale di Past in Progress, l’associazione culturale che con il comune di Piombino sta lavorando a un progetto che riunisce otto Comuni: obiettivo, mettere in rete il sistema difensivo degli Appiani in un’ottica turistico-ricettiva. «Come la via Francigena mette insieme luoghi d’interesse con una storia comune, noi vogliamo mettere insieme questi monumenti che rappresentano la nostra storia», dice il vicesindaco di Piombino Giuliano Parodi, da cui parte l’idea. «Il progetto ha tutte le carte in regola per accedere ai finanziamenti – prosegue – che la Regione Toscana destina ai sistemi territoriali tematici e la collaborazione tra più Comuni consente di alimentare il circuito economico legato al turismo attraverso la realizzazione di percorsi fruibili a piedi, in bici o con mezzi propri».

Questo è il progetto a livello embrionale che arriva da Piombino, là dove partiva il regno degli Appiani che poi si estendeva fino all’Elba, Suvereto, Scarlino e Castiglione della Pescaia, gli stessi Comuni che ora rientrano nel progetto di rete. «Il turista culturale in genere tende a spendere più di quello balneare – ricorda Parodi – La modalità di fruizione del territorio attraverso percorsi all’aria aperta, oltre a stimolare la conoscenza della nostra storia, si armonizza con le esigenze di garantire un’offerta turistica sicura».

Per quel che riguarda la Maremma, l’itinerario potrebbe partire da Torre Mozza, al confine con Follonica, arrivare al Castello di Scarlino per poi riscendere verso la Rocca di Buriano, ammirando intanto le Torri sulle isole dello Sparviero e di Troia. Tutte queste mura, infatti, erano la difesa a sud del regno.

Nei prossimi giorni Parodi incontrerà i colleghi degli altri Comuni coinvolti, per gettare le basi di un protocollo d’intesa. Il passo successivo sarà poi quello di censire tutti i monumenti: vedere il loro stato di conservazione, capire da chi sono gestiti, trovare una modalità di dialogo. Arrivati a questo punto, poi, gli otto Comuni degli Appiani andranno in Regione – con cui il dialogo è già partito – per trovare il percorso giusto e recepire i contributi. –

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