Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Il cuore grande di Andrea che salva camaleonti malati

Giulia Sili
Andrea Barbieri e Veronica D’Angelo abbracciati a due suricati
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Andrea Barbieri e Veronica D’Angelo abbracciati a due suricati

L’infermiere e la fidanzata Veronica accolgono e recuperano animali insoliti: «Nessuno comprerebbe un esemplare non sano. Questa è la nostra vocazione»

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FOLLONICA. Il primo è stato un camaleonte un po’ malaticcio. Poi sono arrivati i petauri dello zucchero con stress da abbandono, i porcellini d’india skinny, i ricci africani di cui uno albino, due cincillà, una tartaruga e, infine i due suricati.

Andrea Barbieri, moderno Noè, è un infermiere follonichese che nel tempo libero ama fare il cosplayer e l’imitatore, ma anche dare ricovero ad animali insoliti. E adesso il suo personale gruppo di recupero conta ben 31 esemplari.

Andrea insieme alla fidanzata Veronica D’Angelo sta continuando a far crescere la famiglia.

«Da circa un anno e mezzo abbiamo iniziato a occuparci di questi animali di recupero – racconta Andrea –. Tutto è nato grazie al primo camaleonte che abbiamo adottato: aveva una frattura al femore e i parassiti. Nessuno lo avrebbe mai comprato proprio a causa delle sue condizioni e il negoziante lo avrebbe mandato indietro. Sarebbe sicuramente morto. Così ho voluto prenderlo».

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Le spese per curare il camaleonte non sono state poche ma l’animale, oltre ad aver avuto una vita più dignitosa, ha anche dato il via ad una serie di nuove adozioni.

«Abbiamo ben 15 porcellini d’India di cui quattro senza pelo – dice Andrea – tanti di loro sono animali da recupero, ci capita di andare negli allevamenti o nei negozi e vediamo se hanno animali malati che non verrebbero mai venduti».

Tra questo c’è anche Panna, una camaleonte: «Era grande come un’unghia quando l’abbiamo presa, il precedente proprietario la dava via perché mangiava moscerini e gli insetti avevano invaso la casa. Ce l’ha proposta il proprietario del negozio al quale si erano rivolti. Ci sono persone che prendono animali senza conoscere le loro esigenze e poi vogliono disfarsene. Per questo motivo abbiamo anche avuto un camaleonte senza mandibola e con insufficienza renale per il quale abbiamo pagato una fortuna in spese mediche».

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Poi è arrivato Anubi, il suricata, probabilmente l’animale più insolito di casa Barbieri. «Abbiamo visto un suricata a Porta Portese a Roma e abbiamo contattato l’allevatore che ha capito la nostra vocazione. Proprio per questo motivo ci ha proposto un cucciolo rifiutato dalla mamma – dice Andrea – Successivamente abbiamo preso anche la sua compagna. Sono animali molto affettuosi e vivono benissimo insieme agli altri membri della famiglia».

La femmina di petauro dello zucchero è arrivata poco tempo fa dopo essere rimasta da sola in una gabbia per molto tempo. Quando Andrea e Veronica l’hanno vista è stato subito amore: «Era da sola in negozio senza pelo per lo stress subito – raccontano – Faceva pena a vederla, online abbiamo poi trovato il suo compagno: lo regalava una famiglia che aveva perso da poco la femmina. Abbiamo quindi messo insieme due elementi soli e la felicità quando si sono visti è stata immensa: lui la riempiva di baci, uno spettacolo».

Adesso i due petauri sono diventati genitori e la famiglia di Andrea e Veronica si sta allargando sempre di più.

«Abbiamo comprato casa – spiega Andrea – avremo un giardino così gli animali potranno stare anche all’aperto, ormai abbiamo capito che questa è la nostra vocazione».
 

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