Gioco
Operazione Spazzamare: via dai fondali 400 chili di rifiuti
Porto Ercole. Diving, sommozzatori, diportisti, Clean Sea Life e Capitaneria hanno unito le forze. Recuperati 40 copertoni, tre batterie d’auto, bottiglie e un’imbarcazione.
PORTO ERCOLE. Oltre 400 kg di rifiuti rimossi dai fondali di Porto Ercole. Il 17 giugno gli operatori subacquei dei diving locali, Argentario Divers e Full Dive, insieme ai sommozzatori del porto Emilio Antongini e Pierpaolo Sabatini, con l’assistenza delle unità da diporto dell’associazione Diportisti di Porto Ercole e del personale di Clean Sea Life, si sono immersi nelle acque portuali per recuperare i rifiuti presenti sul fondale.
La zona interessata dall’iniziativa Spazzamare è stata quella compresa tra la banchina del piazzale Regina d’Olanda e la banchina Marinai d’Italia, zona ormeggio diving. Grazie alla collaborazione con l’associazione diportisti di Porto Ercole sono state pulite anche le spiaggette del porto.
Quella del 17 giugno è stata un’iniziativa di pulizia volontaria che ha contribuito alla tutela dell’ambiente marino e a migliorare il decoro urbano di una località molto importante dal punto di vista turistico. Fra i rifiuti recuperati dai volontari ci sono 40 copertoni, 3 batterie di auto, una barca in vetroresina affondata, decine di bottiglie di vetro, inclusa 1 bottiglia di champagne e bicchieri di vetro. «I copertoni – spiegano gli organizzatori di Clean sea life – erano presumibilmente i parabordi dei vecchi pontili di decenni fa». In acqua si sono immersi i due sommozzatori del porto e 3 sub di Argentario Divers e Full Dive. A terra i rifiuti sono stati sbarcati dalla Capitaneria di porto e smaltiti dal Comune. Alle operazioni di pulizia ha assistito l’assessore Erasmo Quondam.
La giornata Spazzamare è stata organizzata dal progetto europeo Clean Sea Life e dal comando Generale delle Capitanerie di porto Guardia costiera e ha coinvolto oltre 40 diving e i 5 nuclei sub della Guardia costiera in tutta Italia. Una missione ecologica che cerca di combattere l’inquinamento dei rifiuti che ogni anno finiscono in mare e che si depositano sui fondali o finiscono sulle spiagge portati dalle onde. Il progetto mira anche a far capire, infatti, che tutto ciò che finisce in mare poi torna sulla terra e soprattutto avvelena i mari e i pesci che poi finiscono sulle tavole dei consumatori. Clean Sea Life in passato aveva collaborato all’organizzazione della pulizia della spiaggia della Feniglia invasa dalle microplastiche.
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