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A Orbetello sarà un'estate senza sagre

Ivana Agostini
Una passata edizione della sagra del pesce povero di Orbetello
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Una passata edizione della sagra del pesce povero di Orbetello

Il Comune ha detto ufficialmente no a questo tipo di eventi. Il sindaco Casamenti però rassicura: «In arrivo contributi per le associazioni sportive».

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ORBETELLO. No alle sagre. Il Comune ha deciso che quest’anno il territorio lagunare non ospiterà questo tipo di eventi. L’ufficialità della decisione è arrivata il 17 agiugno a margine di un incontro che la giunta lagunare ha avuto, in mattinata, con gli organizzatori delle sagre.

«Il 17 giugno  – dice il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti – abbiamo avuto una riunione con gli organizzatori delle sagre estive. L’estate che sta per arrivare, per un motivo esclusivamente legato alla sicurezza e alla prudenza, non si terranno sagre nel nostro territorio. Chiaramente verremo incontro alle associazioni sportive che organizzano le sagre concedendo un contributo economico straordinario a sostegno delle spese vive che devono comunque sopportare».

Una decisione, quindi, che non dipenderebbe dalle richieste arrivate, nei giorni scorsi, dai ristoratori del territorio, ma sarebbe dettata solo ed esclusivamente dai motivi di sicurezza legati al contrasto del contagio da coronavirus. «Desidero ringraziare tutti gli organizzatori delle sagre che – dice Casamenti – hanno ben compreso la complessità del momento legata all’emergenza coronavirus che ancora non è superata. Passiamo infatti da 85 giorni di sagre che venivano organizzate fra luglio ed agosto, a zero giorni. Chiaramente il nostro sostegno alle associazioni sportive sarà importante, concreto ed incisivo».

Chi organizza le sagre ha quindi capito il difficile momento. Sebbene non sia una vera e propria sagra, per esempio, nei giorni scorsi, la Proloco di Orbetello Scalo, aveva deciso di non svolgere la festa della Madonna delle Vigne. «Abbiamo annullato la nostra festa – dice il presidente della Proloco Daniele Cartoni insieme al suo direttivo – in segno di solidarietà con le attività del settore della ristorazione. Abbiamo optato per questa decisione rimandando i festeggiamenti per la festa patronale al prossimo anno». Una decisione presa spontaneamente prima che l’amministrazione comunale decidesse di dire no alle sagre.

Fra coloro che avevano invitato i sindaci ad esprimersi per il no alle sagre c’è Carlo De Simoni, presidente di Welcome: «Siamo contenti della presa di posizione del sindaco e della comprensione espressa dagli organizzatori delle sagre. Per noi non è mai stata una guerra dei ristoratori contro coloro che organizzano le sagre. Siamo davvero grati a chi le organizza che ha capito il momento di difficoltà che stiamo vivendo. Nei nostri locali – dice De Simoni – prima dell’emergenza Covid – 19 avevamo dalle 90 alle 100 persone. Adesso ne possiamo ospitare 40 o 50. Magari poi ne serviamo circa 20, 25. Un momento non certo facile. Accogliamo questa decisione con immenso piacere».

Nella giornata del 18 giugno l’amministrazione comunale incontrerà i ristoratori per comunicare ufficialmente la decisione e per indicare anche ai titolari dei ristoranti alcuni punti fermi da seguire.
 

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