Il Tirreno

Grosseto

magliano in toscana

Liberi dalle quarantene, si vola nello Spazio. Con la fantastica astrotrebbia di Casa Ricci

Gabriele Baldanzi
La mietitrebbia trasformata in astronave dall'artista Moira Ricci pronta al decollo sulla “pista” delle campagne di San Donato
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La mietitrebbia trasformata in astronave dall'artista Moira Ricci pronta al decollo sulla “pista” delle campagne di San Donato

Moira Ricci, notissima artista, l’ha costruita 6 anni fa nelle campagne maglianesi. Ora chi passa di lì non resiste: si ferma, “fa merenda” e sogna

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MAGLIANO IN TOSCANA. A Casa Ricci la ripartenza è in astronave. Il post coronavirus porta alla ribalta una storia di alieni e agricoltura, dove si intrecciano elementi di realtà, leggenda, finzione e... gastronomia. Progetto artistico prima, attrazione turistica adesso, l’astrotrebbia di Casa Ricci – realizzata dall’artista Moira Ricci e da altri 31 contadini del comprensorio Fonteblanda - San Donato - Collecchio – spicca sopra una collina che costeggia la strada di San Donato, laddove la Maremma si sottomette all’Uccellina.

Oggi l’astrotrebbia – molto conosciuta nei circuiti artistici nazionali, meno a Grosseto – è il biglietto da visita dell’agriristoro Casa Ricci, appena inaugurato.

Lo gestiscono Federico Ricci (cuoco eccellente, fratello di Moira) e la moglie Eleonora Rossi. Qui tutto quello che finisce nei piatti arriva dai produttori locali, come il formaggio del Rustici, la ciccia del Cappelloni, il pesce dei pescatori dell’Argentario. E poi, appunto, c’è l’astrotrebbia, uscita sei anni fa da un’officina a cielo aperto dopo settimane di lavoro di gruppo.

Ma perché costruire un’astronave da una vecchia mietitrebbia? «Per andare a trebbiare in un altro pianeta – risponde Moira, sorridendo – perché il rapporto con i campi e la natura è cambiato. Purtroppo in peggio. Per fortuna non qui». Parole in cui si legge il carattere e la fantasia di Moira Ricci. Ragionamenti in cui s’intrecciano elementi di realtà, leggenda e finzione, legati all’immaginario rurale.

L’opera nasce per raccontare quanto definitivo sia il processo di allontanamento dell’uomo dalla natura. «Mi sono accorta – racconta l’artista – che la mia generazione ha ormai un rapporto molto debole con la terra, il cielo e tutto quello che la natura ci dà. Da qui una narrazione nella quale una vecchia mietitrebbia si trasforma in un’astronave, con la quale si potrà forse partire per un altrove, dove trovare la speranza di ricominciare».

L’astrotrebbia, come detto, vigila su una veranda che può ospitare, con le misure post Covid, fino a settanta persone. È un’attrattiva quel disco volante posato sui campi che circondano l’agriristoro. Si fermano in tanti a Casa Ricci. E Moira – a volte, come nel nostro caso – racconta agli ospiti la genesi dell’opera.

«Un giorno ho chiesto a mio padre di aiutarmi a costruire un’astronave. L’abbiamo disegnata, progettata e abbiamo iniziato a costruirla, servendoci di una vecchia trebbiatrice parzialmente incendiata. Prima si è unito mio fratello, poi un cugino, lo zio, il vicino di casa, gli amici, tutti partecipi della missione. Insomma, è stato un processo di costruzione collettiva, tra lavoro, ozio, chiacchiere. Alla fine nessuno di noi sa se e quando questa astronave prenderà il volo, ma da quel giorno tutti guardiamo terra e cielo con altri occhi, con più speranza».

Qui, a Casa Ricci, il cielo è davvero più vicino.

L’artista Moira Ricci, 43 anni, è nata a Orbetello e ha vissuto a lungo nel podere di famiglia. Nel suo caso questo dato biografico è fondamentale per capire la scelta dei temi. L’abbandono dei poderi da parte dei contadini impoveriti e oppressi da stati d’animo d’inadeguatezza alla vita contemporanea è il soggetto del silent film Trebbia-Astronave – Dove il cielo è più vicino. La trama è semplice: contadini al lavoro trasformano un trattore in astronave. È il tentativo di realizzare un sogno, fallimentare: evadere dalla terra amata e raggiungere il cielo. L’artista filma per settimane le fasi della costruzione dell’astrotrebbia e le condensa in un video di 50 minuti. —

 

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