Lutto
«Sono stato aggredito Ho evitato il peggio solo grazie agli amici»
Il poliziotto racconta l’episodio avvenuto domenica «Mi ha tirato un martello che mi ha preso a un braccio»
PUNTA ALA
«Sono stato aggredito e me la sono davvero vista brutta. Se fossi stato da solo non so cosa sarebbe successo e come sarebbe andata a finire».
Il giorno dopo, a raccontare la storia che ha portato alla lite per un parcheggio con due uomini extracomunitari è lo stesso poliziotto della Questura di Grosseto: lo scontro fisico in cui è rimasto coinvolto gli ha procurato un dito rotto, tante escoriazioni sul corpo, e dopo il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto, 15 giorni di prognosi. Tutto è successo domenica verso le 12,30 a Punta Ala, nella pineta all’inizio della frazione poco distante dal bagno Quadrifoglio. «In quello spiazzo, dopo una stradina sterrata in piena pineta ci vado da anni – ha spiegato ancora l’agente di polizia – e anche domenica avevo deciso di andare al mare insieme a mia moglie. Quell’area è sempre stata a disposizione e quando ho parcheggiato non c’era nessuno. Mentre stavo attraversando la strada provinciale (la numero 61 che porta a Punta Ala, ndc), e avevo percorso almeno 150 metri, mi sono sentito però chiamare da un uomo, e da quel momento è successo di tutto».
Spiega la sua versione il poliziotto, che ieri mattina è andato dal suo legale per tutelarsi in ogni caso: «L’uomo, un extracomunitario sui 50 anni, mi ha inseguito e intimato che dovevo pagare il parcheggio, 10 euro. Io ho provato a chiedergli per quale motivo: nemmeno il tempo di ricevere la risposta che sono incominciati gli insulti e le minacce. Allora – continua l’agente – a quel punto mi sono qualificato e gli ho detto che ero un poliziotto e che avrei chiamato i carabinieri, cosa che ho fatto. L’uomo quando ha capito quello che stavo facendo mi ha subito aggredito, sradicando un paletto di legno dalla staccionata, brandendolo, e in mano aveva anche delle punte di un trapano. Nel mentre stava tornando dalla spiaggia un mio amico, anche lui aveva parcheggiato nell’area e aveva pagato i 10 euro. Vista la situazione mi ha aiutato a difendermi, anche perché a quel punto il parcheggiatore sosteneva che anche il mio amico non poteva starci. Dopo il primo alterco in qualche modo siamo riusciti a immobilizzare l’uomo a terra, in attesa dell’arrivo appunto dei carabinieri».
La moglie del parcheggiatore però ha visto la scena e ha chiamato i rinforzi iniziando a gridare, con il nipote che si è precipitato di gran carriera ad aiutare lo zio: «Quando è arrivato il parente – aggiunge il poliziotto - un ragazzo davvero robusto di circa 30 anni, abbiamo deciso di lasciare andare il parcheggiatore. Loro hanno preso anche un piccone e un martello iniziando a inseguirci fino alla spiaggia. Il martello, quelli da carpentiere con il leva chiodi, me lo hanno anche scagliato contro prendendomi il braccio e la gamba, e tutti i bagnanti hanno assistito alla scena mentre scappavamo: alcuni fuggivano. Se quel martello mi avesse centrato in testa non so come me la sarei cavata».
L’arrivo dei carabinieri dopo circa mezz’ora, della guardia di finanza e della Croce rossa ha riportato la calma. Uno dei parcheggiatori è stato portato all’ospedale di Massa Marittima, mentre il poliziotto, che ha un dito rotto e 15 giorni di prognosi, e il suo amico al Misericordia. «È stata un’aggressione a pubblico ufficiale – ha concluso l’agente, ancora frastornato per la brutta avventura – e devo dire grazie agli amici che hanno evitato il peggio».
Starà ora ai militari, in particolare la guardia di finanza, fare chiarezza sulla dinamica dei fatti e stabilire le responsabilità delle persone coinvolte. In attesa delle denunce che sembrano a questo punto inevitabili. —
Enrico Giovannelli
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