Il Tirreno

Grosseto

punta ala 

«Sono stato aggredito Ho evitato il peggio solo grazie agli amici»

Enrico Giovannelli

Il poliziotto racconta l’episodio avvenuto domenica «Mi ha tirato un martello che mi ha preso a un braccio»

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PUNTA ALA

«Sono stato aggredito e me la sono davvero vista brutta. Se fossi stato da solo non so cosa sarebbe successo e come sarebbe andata a finire».

Il giorno dopo, a raccontare la storia che ha portato alla lite per un parcheggio con due uomini extracomunitari è lo stesso poliziotto della Questura di Grosseto: lo scontro fisico in cui è rimasto coinvolto gli ha procurato un dito rotto, tante escoriazioni sul corpo, e dopo il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto, 15 giorni di prognosi. Tutto è successo domenica verso le 12,30 a Punta Ala, nella pineta all’inizio della frazione poco distante dal bagno Quadrifoglio. «In quello spiazzo, dopo una stradina sterrata in piena pineta ci vado da anni – ha spiegato ancora l’agente di polizia – e anche domenica avevo deciso di andare al mare insieme a mia moglie. Quell’area è sempre stata a disposizione e quando ho parcheggiato non c’era nessuno. Mentre stavo attraversando la strada provinciale (la numero 61 che porta a Punta Ala, ndc), e avevo percorso almeno 150 metri, mi sono sentito però chiamare da un uomo, e da quel momento è successo di tutto».

Spiega la sua versione il poliziotto, che ieri mattina è andato dal suo legale per tutelarsi in ogni caso: «L’uomo, un extracomunitario sui 50 anni, mi ha inseguito e intimato che dovevo pagare il parcheggio, 10 euro. Io ho provato a chiedergli per quale motivo: nemmeno il tempo di ricevere la risposta che sono incominciati gli insulti e le minacce. Allora – continua l’agente – a quel punto mi sono qualificato e gli ho detto che ero un poliziotto e che avrei chiamato i carabinieri, cosa che ho fatto. L’uomo quando ha capito quello che stavo facendo mi ha subito aggredito, sradicando un paletto di legno dalla staccionata, brandendolo, e in mano aveva anche delle punte di un trapano. Nel mentre stava tornando dalla spiaggia un mio amico, anche lui aveva parcheggiato nell’area e aveva pagato i 10 euro. Vista la situazione mi ha aiutato a difendermi, anche perché a quel punto il parcheggiatore sosteneva che anche il mio amico non poteva starci. Dopo il primo alterco in qualche modo siamo riusciti a immobilizzare l’uomo a terra, in attesa dell’arrivo appunto dei carabinieri».

La moglie del parcheggiatore però ha visto la scena e ha chiamato i rinforzi iniziando a gridare, con il nipote che si è precipitato di gran carriera ad aiutare lo zio: «Quando è arrivato il parente – aggiunge il poliziotto - un ragazzo davvero robusto di circa 30 anni, abbiamo deciso di lasciare andare il parcheggiatore. Loro hanno preso anche un piccone e un martello iniziando a inseguirci fino alla spiaggia. Il martello, quelli da carpentiere con il leva chiodi, me lo hanno anche scagliato contro prendendomi il braccio e la gamba, e tutti i bagnanti hanno assistito alla scena mentre scappavamo: alcuni fuggivano. Se quel martello mi avesse centrato in testa non so come me la sarei cavata».

L’arrivo dei carabinieri dopo circa mezz’ora, della guardia di finanza e della Croce rossa ha riportato la calma. Uno dei parcheggiatori è stato portato all’ospedale di Massa Marittima, mentre il poliziotto, che ha un dito rotto e 15 giorni di prognosi, e il suo amico al Misericordia. «È stata un’aggressione a pubblico ufficiale – ha concluso l’agente, ancora frastornato per la brutta avventura – e devo dire grazie agli amici che hanno evitato il peggio».

Starà ora ai militari, in particolare la guardia di finanza, fare chiarezza sulla dinamica dei fatti e stabilire le responsabilità delle persone coinvolte. In attesa delle denunce che sembrano a questo punto inevitabili. —

Enrico Giovannelli

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