Il Tirreno

Grosseto

No alle mascherine e al distanziamento Striscioni e palloncini sui muri degli istituti

G.S.
No alle mascherine e al distanziamento Striscioni e palloncini sui muri degli istituti

le iniziative del movimento “LA SCUOLA CHE VOGLIAMO” 

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grosseto

No alle mascherine e al distanziamento sociale perché la scuola non può e non deve essere un ospedale: è questo quello che chiedono alcuni genitori riuniti all’interno del movimento “la scuola che vogliamo”.

Il movimento nella provincia di Grosseto è guidato da Valentina Fusco, esponente dei genitori contro l’obbligatorietà vaccinale, ottica e mamma di due bambini in età scolare. Sabato scorso i rappresentanti del movimento “la scuola che vogliamo”, circa 85 persone nella provincia di Grosseto, hanno attaccato striscioni e palloncini di fronte agli istituti scolastici di Grosseto, Follonica e Massa Marittima.

«Non vogliamo il distanziamento – dice Valentina – e neanche le mascherine in classe. Se si va avanti così i bambini soffriranno: ci sono studi che dimostrano che la mascherina portata molte ore al giorno fa male e il distanziamento sociale crea grossi problemi psicologici nei bambini».

E Valentina prosegue: «A noi va benissimo che non vengano create le classi pollaio, siamo noi a dire per primi che questa modalità è sbagliata. Facciamolo però con criterio: ci sono delle strutture che potrebbero permettere di essere sfruttate per dividere le classi e allora sfruttiamole». Ma i genitori della “scuola che vogliamo” sono anche contrari a questa chiusura prolungata: «Negli altri Stati sono rientrati a scuola dal 3 di maggio. In Italia questa cosa è stata gestita malissimo – dice Valentina – basta pensare che si riparte con i parchi acquatici, con i teatri, con i cinema e non con la scuola».

La responsabile del movimento è molto decisa e spiega che se i genitori non otterranno quello che chiedono molti dei loro figli il prossimo anno non frequenteranno la scuola pubblica. «Molti di noi sceglieranno la homeschooling o la scuola parentale, ovvero l’apprendimento in casa con il genitore o delle strutture dove un insegnante, pagato dai genitori, si occupa di fare scuola in un modo diverso. Purtroppo è una soluzione drastica ma ci porterà a questo se non cambia nulla». — G.S.

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