Gioco
Mi batto al fianco delle donne per la parità Sono pronto a incontrare la Rete grossetana
Lo scultore Alberto Inglesi risponde all’associazione che ha definito “stereotipato” il suo sguardo sull’universo femminile
l’intervento
Sabato 13 giugno è stata inaugurata la mostra di Alberto Inglesi “Donna in cammino”, organizzata dal polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura insieme al Comune e che ha ricevuto molti apprezzamenti. Lo stesso giorno è apparsa tuttavia sul Tirreno una lettera della Rete delle Donne della provincia di Grosseto, critica sulla visione dell’artista rispetto alla donna. Riceviamo oggi un intervento di David Tammaro. Tammaro spiega che Alberto Inglesi ha al suo attivo mostre in tutta Italia, Europa e nel mondo, e si trova sbigottito «di fronte alla contestazione di alcune donne grossetane». Tammaro invia quindi una dichiarazione di Inglesi, che riportiamo.
alberto inglesi
Ho portato il mio lavoro ovunque, collettive, personali e retrospettive antologiche, ma è la prima volta che mi si accusa di vedere la donna dal lato maschile. Ovunque è stato compreso, sempre, che mi batto per la libertà, la parità e l’emancipazione femminile, contro la mercificazione, la violenza sulla donna. Dal punto di vista artistico le mie donne, che mostrano sicurezza e fierezza, orgoglio, anche se alcune in condizioni di costrizione, sono il simbolo certamente di un cammino di emancipazione dagli anni ’70 ad oggi, ma anche di sprone a quanto va fatto per migliorare ancora la condizione familiare, sociale, salariale della donna, contro i femminicidi. Vorrei tanto che si dessero letture più vicine a me, credetemi, delle mie eroine, pizie, e sibille come simbolo e provocazione. Del resto lo ha detto David Tammaro, presidente dell’Associazione Artistica Plinio Tammaro, di cui sono direttore artistico, in onore del mio maestro, anche all’inaugurazione. Egli ha suggerito una lettura critico-artistica delle mie figure, riportata anche in catalogo, che parte dalla mia appartenenza ad una gloriosa Scuola Artistica delle Avanguardie al Dopoguerra che Plinio Tammaro rappresenta, in cui si attinge dal mondo classico, in particolare dalla scultura gotica senese rifacendosi ad alcuni grandi come Jacopo della Quercia, ai grandi artisti rinascimentali come Michelangelo, del barocco come Bernini per approdare a Modigliani.
David Tammaro nella sua ipotesi critica – in cui mi ritrovo– afferma che sia io, sia Plinio, siamo artisti d’immagine e che tale corrente artistica può essere definita Modiglianista. La donna come il tutto, come anima mundi, in grado di captare e svelare i misteri perché più vicina al dio e alla natura. Pertanto basta ricordare quanto Paul Alexander disse rispetto ai nudi e ritratti femminili di Modigliani: “Il vero volto di Modigliani appare nelle sue opere. Chi sa vedere nei ritratti delle sue donne trova l’uomo con la sua squisita sensibilità, la sua tenerezza, la sua passione per la verità, la sua fierezza, la sua purezza”.
Con questo spero di far capire meglio il mio lavoro a quante tra le appartenenti alla Rete delle Donne della provincia di Grosseto lo abbiano criticato. Il mio lavoro – da sempre – si affianca a loro, a tutte le donne e gli uomini che si battono per la libertà, la parità e il rispetto della donna. Sono disposto, qualora queste mie parole non siano sufficienti a farmi capire, a incontrare tutte le donne che lo desiderano per chiarire tale mio messaggio e fugare ogni dubbio. L’incontro può avvenire in mostra a piazza Dante, presso la libreria Palomar o alla sala Pegaso. Le invito pertanto a stabilire il giorno e la data in cui, se ritengono, questo sia possibile. —
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