Toscana
«Anche senza linee guida i nostri ragazzi down ricominceranno le attività»
Sara Restante (Aipd) si assume la responsabilità della ripartenza «In questo periodo ci siamo sentiti come abbandonati»
il messaggio
Il lungo isolamento sociale e l’interruzione di tutte le terapie riabilitative di supporto a causa dell’emergenza coronavirus ha pesato molto sui bambini e i ragazzi con la sindrome di Down. Per questo l’Aipd di Grosseto, punto di riferimento per le famiglie e i loro figli, ha deciso di riprendere gradualmente le proprie attività anche se in assenza di linee guida e indicazioni chiare da parte delle istituzioni sia a livello nazionale che regionale.
«In questo periodo ci siamo sentiti abbandonati – dice la presidente della sezione grossetana Sara Restante – per questo ho deciso di assumermi la responsabilità di far ripartire piano piano le attività associative – almeno quelle in esterna perché la sede è ancora chiusa – perché i nostri figli a causa del lockdown stanno purtroppo regredendo e non si può più rimandare la ripartenza. Per questa fase abbiamo pensato ad attività individuali (un operatore e un ragazzo) o al massimo fatte con un operatore e due ragazzi ma è un limite di autotutela che decidiamo noi: nessuno ci ha detto cosa e come fare». Stessa carenza di informazioni, lamenta la presidente, anche per fare i test sierologici. «Volevamo sottoporre i volontari e i ragazzi al sierologico per cui mi sono attivata per sapere come muovermi – dice Restante – Sono stata rimbalzata di ufficio in ufficio senza avere una risposta poi, solo perché conoscevo una persona che lavora al laboratorio Gamma, mi sono rivolta a loro e finalmente ho risolto».
Restante esprime preoccupazione anche per quelle terapie fondamentali per un minore con sindrome di Down come logopedia e psicomotricità che vengono erogate dall’Asl e non sono ancora ripartite. «Non dimentichiamo poi – dice la presidente – che la didattica a distanza per i disabili intellettivi ha potuto funzionare solo grazie al lavoro dei genitori e in pochi casi di dirigenti e insegnanti volenterosi e attenti all’inclusione (come nel caso, constatato personalmente con mia figlia, della primaria di Rispescia all’interno del Comprensivo Grosseto 1). Ecco, sommando tutti questi aspetti si comprendono le difficoltà enormi vissute dalle nostre famiglie durante questi mesi e il bisogno che hanno i nostri ragazzi di socializzare e di imparare a muoversi in una realtà nuova per loro che richiede anche regole di comportamento come l’uso della mascherina e il distanziamento sociale. Per questo anche se il quadro non è chiaro e non ci sono linee guida specifiche per associazioni come la nostra io da presidente mi assumo la responsabilità della ripartenza».
Tra tante criticità la presidente di Aipd Grosseto lancia anche un messaggio positivo «come il segnale che vogliamo dare alle famiglie che già, normalmente, hanno un futuro incerto davanti per i loro figli. Inoltre voglio ringraziare tutti i genitori, la coordinatrice ed i volontari che hanno lavorato a distanza per non far sentire mai soli i ragazzi durante la pandemia». —
Sara Landi
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