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osservatorio prezzi di cittadinanza attiva 

Acqua, ma quanto mi costi? Grosseto ancora maglia nera

lina senserini
Acqua, ma quanto mi costi? Grosseto ancora maglia nera

Bolletta salata e trend purtroppo in crescita: 100 euro in più della media regionale Condutture inefficienti: la metà del liquido si perde prima di arrivare al rubinetto 

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GROSSETO

Grosseto è tra i 10 capoluoghi di provincia italiani, insieme a Siena, dove la bolletta dell’acqua è più salata e con un trend dei costi in crescita.

Più cara di Frosinone e di Enna, ma in buona compagnia di altri sette capoluoghi toscani. 781 euro la spesa media annua per famiglia in Maremma e nella città del Palio, più alta di oltre 100 euro di quella regionale, e di oltre 300 della media nazionale, ferma a 434 euro. E nel 2020 la cifra è salita del 2,7 per cento rispetto all’anno precedente, contro la media regionale del 2,3 per cento.

A dirlo è l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva 2020, realizzato nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello sviluppo economico. Il calcolo dei costi è stato fatto prendendo in considerazione tre voci: acquedotto, depurazione e fognatura, quota fissa. Quella che assegna a Grosseto la maglia nera è la seconda, che incide sulle bollette per una media di 335 euro all’anno. Più in generale, il rapporto fotografa la situazione nazionale, regione per regione, calcolando le tariffe rispetto a una famiglia tipo di tre componenti, con un consumo annuo di 192 metri cubi, che è quella tradizionalmente considerata dall’Osservatorio nel corso degli ultimi 15 anni. In questa occasione è stata aggiunta anche l’ipotesi di consumo “B” (150 metri cubi annui), essenzialmente per dimostrare quanto inciderebbe in termini di risparmio di denaro e di ambiente, fare un uso oculato della risorsa idrica.

Ma anche considerando il secondo parametro, la situazione di Grosseto e più in generale della Toscana, cambia di poco. Il problema, purtroppo, è generale perché gli italiani consumano 237 litri al giorno per persona, contro la media europea di 120.

La situazione non va meglio per quanto riguarda la dispersione idrica, annosa questione che affonda le radici nella vetustà degli acquedotti, nella rete idrica colabrodo, che già venti anni fa con l’Ato 6 Ombrone, presidente Moreno Periccioli, era stata messa tra le voci più consistenti di spesa del Piano di ambito. Praticamente, secondo l’Osservatorio di Cittadinanzattiva che in questo caso prende a riferimento i dati Istat del 2018, la metà dell’acqua potabile che scorre nella rete idrica maremmana non arriva ai rubinetti. Esattamente il 49 per cento, contro il 39 della Toscana. Fanno peggio di Grosseto solo Prato e Massa Carrara, rispettivamente con il 50, 4 e il 50, 5 per cento.

Tutto il Dossier, con i dati nazionali e regione per regione, è disponibile su www. cittadinanzattiva. it e le informazioni sono disponibili, con indicazione precisa delle fonti, sul portale Informap, (www. cittadinanzattiva. it/informap), «la cartina navigabile – si legge sul sito – che rende fruibili, per ogni capoluogo di provincia, informazioni e approfondimenti su tariffe e agevolazioni, qualità, tutele e altri riferimenti utili. È inoltre attivo il numero telefonico 06/36718040 (lunedì dalle 14, 30 alle 17, 30 – mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13) per informazioni ai cittadini sui servizi pubblici locali». —

lina senserini

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