«Accordo progressioni, l’assessore ha dato una versione fuorviante»
UilFpl contesta Cerboni e rivendica un ruolo nella modifica degli accordi del 2019, tale da consentire di arrivare al risultato odierno
grosseto
«L’assessore al personale ha dato un’interpretazione fuorviante». La Segreteria UilFpl di Area Vasta Toscana Sud Est non ha gradito le valutazioni date dall’assessore alle risorse umane del Comune di Grosseto Giacomo Cerboni all’accordo sulle progressioni orizzontali sottoscritto il 3 giugno.
«L’assessore – scrive UilFpl – ha dichiarato che il 3 giugno è stato firmato l’accordo sui criteri di distribuzione delle progressioni orizzontali senza ritoccare le regole fissate a dicembre 2019 che quantificavano le risorse triennali 2020-2022». Secondo la Uil, invece, l’accordo di dicembre, che la Uil non aveva firmato, «prevedeva per le progressioni orizzontali “solo” 42.000 euro», e semmai «è proprio grazie a chi non ha firmato che oggi si è arrivati ad un diverso risultato!». Per la Uil non è vero che l’accordo del 3 giugno conterrebbe le stesse indicazioni date dalla giunta comunale nel luglio 2019 alla delegazione trattante, perché la delibera di luglio «prevedeva la possibilità di effettuare le progressioni economiche orizzontali nel limite massimo dei risparmi che si sarebbero realizzati a seguito delle cessazioni (pensionamenti, ndr) dell’anno precedente», senza intaccare «le risorse da destinare agli altri istituti premiali».
Sull’accusa di protagonismo che avrebbe fatto perdere tempo e impedito a chi è andato in pensione nel 2019 di fruire delle progressioni stesse, la Uil puntualizza che l’accordo firmato a dicembre dalla maggioranza dei sindacati «è regolare ed esigibile», ma «non prevedeva l’istituto delle progressioni orizzontali», oltre a prevedere solo 42mila euro invece dei 160mila messi a disposizione dalla “nuova” delegazione trattante per il 2020. Infine, il fatto che la contrattazione abbia avuto strascichi in tribunale, con un ricorso ancora pendente, presentato da Uil e Cgil: Cerboni ha detto di essere stato chiamato in giudizio per aver incontrato i dipendenti per spiegare loro i contenuti dell’accordo, la Uil rimarca che «non c’è alcuna questione personale» in questo.
UilFpl prova, poi, a dare la propria versione della vicenda. A fronte dei 42mila euro disponibili a dicembre 2019, che a gennaio erano già diventati 117mila, l’accordo per il 2020-2022 firmato il 3 giugno scorso, prevede una disponibilità, nel triennio, di 280mila euro. «Nell’accordo del 3 giugno – scrive la UilFpl – si prevede un impegno triennale (mai accettato in precedenza dalla delegazione trattante), che riguarda il 50% degli aventi diritto per il primo anno, (circa 160mila euro), il 25% degli aventi diritto il secondo anno (circa 80mila euro) e, infine, il 12, 5% degli aventi diritto il terzo anno (circa 40mila euro), per un totale dell’87,5% dei dipendenti. Ci domandiamo come l’assessore possa affermare che l’accordo economico annuale 2019, che prevedeva “solo” 42mila euro per le progressioni orizzontali e l’accordo giuridico triennale che non regolamentava in alcun modo le progressioni orizzontali, siano il presupposto per l’accordo siglato il 3 giugno scorso».
L’accordo attuale, che soddisfa tutti, «lo si deve al “cambio di passo” impresso dalla nuova delegazione trattante presieduta dal segretario generale, evidentemente più incline ad ascoltare e mantenere buone relazioni con i sindacati». La Uilfpl vuol «dare a Cesare quel che è di Cesare» e si congratula con chi ha scelto il nuovo capo della delegazione trattante, congratulazioni estese anche a Cerboni, nel caso in cui la scelta fosse stata anche sua. —
E.P.
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