Gioco
«Sindaci, ripensateci Dite no alle sagre, fate solo promozione»
Confcommercio ha scritto a tutti i Comuni della provincia «Servono forme innovative di sviluppo per il territorio»
grosseto
Si espande a macchia d’olio il no alle sagre. Dopo l’appello partito da Orbetello e sottoscritto da Welcome Maremma, Consorzio Maremmare, associazione Cuochi di Maremma, Federalbeghi Grosseto, Agriturist, Cooperativa La Peschereccia e l’associazione Le Cudere, che hanno chiesto ai sindaci di stoppare le sagre, è ora la volta di Confcommercio Grosseto che invita i cittadini a dire no a questo tipo di eventi estivi e a ripensare a momenti gastronomici con i ristoratori.
Confcommercio si unisce così alla richiesta dei Consorzi di promozione turistica e dell’associazione cuochi sulla sospensione delle sagre nel 2020, tornando a lanciare un nuovo grido di allarme, dopo aver letto della volontà da parte di alcuni comuni di fare questo tipo di manifestazioni sul territorio. Fra i sindaci che hanno manifestato la volontà di fare le sagre per venire incontro alle associazione che trovano in questi eventi il loto sostentamento c’è Capalbio. Altri sindaci, come Andrea Casamenti (Orbetello) e Diego Cinelli (Magliano in Toscana) non hanno ancora preso una decisione definitiva. Cinelli ha anche proposto ai suoi colleghi sindaci di sedersi ad un tavolo e decidere in maniera unitaria la linea da seguire in modo da andare avanti compatti.
Confcommercio vuole sollecitare chi ha espresso parere favorevole alle sagre a rivedere i propri intendimenti. «Abbiamo deciso di scrivere a tutte le amministrazioni comunali del territorio per cercare di arginare una deriva che minaccia la fragilissima situazione delle imprese della ristorazione – scrivono da Confcommercio – Ci riferiamo alle sagre, eventi sicuramente apprezzati dai cittadini, ma che, in un momento come quello che stiamo vivendo, vanno sospesi o, per lo meno, ripensati con format che includano il mondo della ristorazione locale. Come già fatto ad aprile, abbiamo solo cercato di dare voce al settore ristorazione, un comparto letteralmente in ginocchio, che muove economia per tutto il territorio e garantisce diverse centinaia di posti di lavoro. Attività oggi che si confrontano con una ripartenza a dir poco in salita, alle prese con protocolli e prescrizioni, oltre che con la paura della gente che ancora fatica a tornare serenamente a mangiare fuori. L’unica àncora di salvezza potrebbe essere proprio la stagione estiva, ma la coperta è corta e le sagre paesane potrebbero dare il colpo di grazia a tante attività. Le conseguenze di certe scelte si potrebbero pagare molto care».
Confcommercio Grosseto propone «un’unica possibile alternativa: ovvero ripensare agli eventi enogastronomici e progettare nuove modalità di promozione della tradizione culinaria del territorio, attraverso formule innovative di collaborazione con i ristoratori, le pro loco e qualunque soggetto abbia a cuore lo sviluppo del sistema economico locale. Si tratta di una proposta per altro che coglie appieno lo spirito della legge regionale 62, ovvero il nuovo codice del commercio» . Ascom Confcommercio è stata invitata a lanciare questo appello ai sindaci proprio dai ristoratori di tutta la Maremma e per questo invitano gli amministratori a fare «scelte di buon senso» . —
ivana agostini
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