La manifestazione
Processo Capuano: «Collegio da ricusare»
Nuova richiesta della difesa che ritiene che ci sia stata un’anticipazione di giudizio sul commercialista imputato
Grosseto
Una nuova istanza di ricusazione del collegio che sta tenendo il cosiddetto processo Capuano è stata depositata dall’avvocato Guiscardo Allescia, che difende appunto il principale imputato, il commercialista follonichese Evans Capuano.
L’imputato e il suo legale ritengono che il collegio (Laura Di Girolamo presidente, Adolfo Di Zenzo, Alberto Lippini) abbia di fatto esercitato un’anticipazione di giudizio respingendo la richiesta di revoca o comunque di attenuazione delle misure cautelari (Capuano ha adesso il divieto di dimora a Follonica e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre giorni alla settimana). Un pronunciamento che ha sollevato l’istanza di ricusazione, di cui la presidente ha dichiarato in aula di aver preso atto – inviandola alla Corte di appello – e dando poi normale corso all’udienza. In sostanza, la difesa sostiene che in quella decisione ci sia stata un’anticipazione di giudizio, perché contenente valutazioni sulla pericolosità di Capuano in merito alla possibile reiterazione del reato, come se l’imputato fosse già stato condannato con l’attribuzione di tutto ciò che gli viene contestato.
Incendi (a cavallo tra il 2015 e il 2016), osservazioni con fotografie, ricostruzioni dei movimenti delle auto anche con il gps, minacce e intercettazioni, il furto della valigetta della 24 ore non denunciato, vicende di droga che avevano interessato due carabinieri della Compagnia di Massa Marittima, un quadro descrittivo più preciso di alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta che vuole fare il punto sul presunto sistema di estorsioni. Di tutto ciò si è parlato ieri nell’aula di Assise per mettere insieme fatti e deduzioni. E un buon numero di minuti è stato dedicato alla figura di Cataldo Ausilio, che nel processo è imputato di vari episodi di estorsione. I carabinieri lo descrivono come «un contatto accreditato in maniera chiara con personaggi pericolosissimi» di clan calabresi, come emerso nel corso della “Operazione Stige” anti-‘ndrangheta, recentemente terminata in primo grado con 66 condanne: associazione per delinquere famiglia Farao-Marincola. Nell’ordinanza, risultavano contatti con Giuseppe Spagnolo, “Peppe u bandito” (è stato condannato a 20 anni), che il 2 febbraio 2016 era salito fino a Follonica per incontrare (e l’incontro fu documentato con foto) Ausilio. Perché? Perché Cataldo si sarebbe adoperato in quella circostanza per fornire delle auto a Spagnolo.
Si è parlato poi anche di una frase che Angelo Falcone (non imputato) avrebbe detto tramite il cellulare di Capuano alla dipendente di quest’ultimo che lamentava di aver trovato scritte ingiuriose sulla sua auto: «Le auto non si scrivono, si bruciano». E si è parlato anche del pc e dei telefoni di Dante Martignetti (conterraneo di Falcone) che, sequestrati tre anni fa nell’ufficio che aveva nello studio di Capuano, sono ancora “blindati”: sono protetti da password risultate inattaccabili anche da parte degli esperti, dicono i carabinieri. Si riparte la prossima settimana, con l’ultimo testimone dell’accusa. —
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