Italia
Omicidio di Gavorrano Santi torna in carcere dopo 9 mesi di libertà
gavorrano
È tornata in carcere dopo nove mesi Sonia Santi, 34 anni, la donna originaria di Cecina e abitante a Suvereto indagata nell’ambito delle indagini sull’omicidio e sul tentato omicidio di Gavorrano dell’agosto dell’anno scorso.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Grosseto, insieme ai colleghi di Livorno, le hanno notificato il provvedimento emesso dalla Procura di Grosseto che dispone la sua carcerazione. Adesso è a Firenze. Santi nell’estate scorsa fu individuata insieme a Mirko Meozzi, classe 1975, nato a Massa Marittima e abitante a Scarlino, quale responsabile dell’omicidio del 25enne marocchino Jarmouni Bouazza e del tentato omicidio del connazionale (e cugino) El Jamouni Rahal, 20 anni, avvenuti nella notte del 12 agosto 2019. Un delitto che secondo gli investigatori sarebbe maturato nell’ambito del spaccio di stupefacenti: i due furono arrestati dopo pochi giorni di indagini.
Santi era stata poi scarcerata, dopo tre settimane di detenzione (era settembre), con un provvedimento del Tribunale del riesame che aveva accolto il ricorso della difesa, avvocati Adriano Galli e Loredana Giuggioli. Contro questo provvedimento il pm Anna Pensabene aveva presentato ricorso in Cassazione sostenendo tra l’altro che le due versioni rese dagli indagati avevano mere finalità auto-protettive e non risultavano attendibil.
A fine gennaio, la prima sezione penale della Corte aveva accolto le motivazioni della Procura annullando il provvedimento del Riesame, restituendo gli atti allo stesso Tribunale. Che adesso ha a sua volta confermato l’ordinanza di custodia cautelare del giudice delle indagini preliminari nei confronti della Santi (per la quale il gip aveva individuato un concorso anomalo con Meozzi). «La conclusione relativa alla assenza di “gravità indiziaria” non è supportata da un esame globale delle risultanze investigative ed appare influenzata da un “eccesso di affidamento” nei contenuti prospettati, a proprio discarico, dalla Santi», avevano scritto i giudici della Cassazione. —
pierluigi sposato
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