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Esami del sangue liberi la domenica in via Don Minzoni

Esami del sangue liberi la domenica in via Don Minzoni

Dopo l’ok all’accesso diretto, i prelievi diventano a sistema misto. Ecco come si accede al Misericordia

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GROSSETO. La decisione della Regione Toscana di riportare i prelievi del sangue all’accesso diretto, quindi senza prenotazione, è arrivata mercoledì sera come una tegola sui vertici della Asl.
Da giorni, infatti, erano impegnati a trovare la quadratura del cerchio, tra le misure per evitare file e assembramenti, i tempi di attesa biblici, il Cup intasato, quando non del tutto in tilt, l’ufficio relazioni con il pubblico preso d’assalto tra mail e telefonate, mentre è in corso la de-escalation per ospedale e distretti.
Mercoledì sera, al culmine dell’ennesima giornata interminabile e con in mano la decisione di riaprire il centro prelievi del Misericordia per tamponare la situazione, passate le 19, ecco l’ordinanza 64/2020.
«La nuova disposizione, fatte salve le prescrizioni in materia di prevenzione e distanziamento connesse all’emergenza pandemica in atto, già disposte con l’ordinanza 49 del 3 maggio, prevede che le attività di prelievo debbano essere effettuate anche mediante accesso diretto, senza prenotazione, al fine di garantire la tempestività dell’intervento ed evitare l’allungamento dei tempi di attesa legati alla sola procedura di prenotazione», scrive la Regione.
Tutto da rifare, o quasi, anche perché la decisione di ieri della Asl è di ricorrere in via sperimentale a un sistema misto, all’ospedale e in via Don Minzoni.
Resta, quindi, la prenotazione – anzi è fortemente consigliata – ma chi non vuole passare dal Cup ha due opzioni: andare all’ambulatorio di via don Minzoni, la domenica dalle 7,30 alle 12; oppure al centro prelievi del Misericordia, dove dalle 7,30 alle 12,30, vige un sistema misto, con uno dei quattro accessi riservato ai non prenotati, mentre dalle 12,30 alle 18, i pazienti con esami che non richiedono di essere digiuni, possono fare il prelievo direttamente.
In tutto questo, devono essere rispettate le regole per il distanziamento, con gli ingressi contingentati per evitare l’affollamento delle sale di attesa e il rischio, per chi non ha la prenotazione, di stare in fila. All’esterno poiché le sale hanno una capienza limitata.
«L’ordinanza appena firmata impegna le aziende sanitarie a potenziare l’offerta dei prelievi per rispondere alla crescente domanda e tornare a regime con i tempi di attesa – spiega il direttore della Zona distretto Area grossetana, Amiata e Colline metallifere, Fabrizio Boldrini – garantendo comunque il distanziamento. La riapertura del centro al Misericordia va in questa direzione e si aggiunge ad altre misure che in parte sono operative, in parte lo saranno a breve».
Tre sono i punti strategici illustrati da Boldrini: l’orario prolungato al pomeriggio, l’apertura dal lunedì alla domenica (per l’ambulatorio di via Don Minzoni e, da oggi, dell’ospedale) e l’aumento delle postazioni del punto prelievi di Barbanella da tre a cinque.
«Già con questi provvedimenti arriviamo alla media dei 1800 prelievi settimanali che copre il fabbisogno di Grosseto e delle aree limitrofe», aggiunge Boldrini, che annuncia anche la riapertura di Marina di Grosseto, dal 18 giugno, e dei punti prelievi nei distretti nell’arco di 20 giorni, il tempo di reperire il personale per il check point che ogni ambulatorio deve avere.
«Questa è un’organizzazione provvisoria – spiega – in attesa di avviare le procedure per gli accordi con i centri analisi privati e, se non dovesse essere sufficiente, faremo una gara d’appalto per affidare all’esterno i soli prelievi, inviando poi i campioni al laboratorio dell’ospedale. Una volta a regime gli accordi con i privati, il passo successivo è liberare la struttura di via Don Minzoni dal centro prelievi, per destinarla esclusivamente ad ambulatorio per attività specialistiche, ma non se ne riparlerà prima di settembre».
Resta il problema del Centro unico prenotazioni, anche perché chi ha già l’appuntamento per il prelievo e decide di andare a farlo direttamente, lo deve comunque disdire per non incorrere nel pagamento del ticket previsto in caso di mancata disdetta.
«L’Azienda sta lavorando per potenziare la capacità di risposta del Cup, considerando che gli operatori stanno tuttora richiamando e riassegnando oltre 100mila prestazioni, sospese e non annullate in durante la fase 1», conclude Boldrini. —

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