Lutto
Taglio dei pini «Non si tutelano gli animali»
La veterinaria Franca Ciani ha fatto un sopralluogo dopo il ritrovamento del pullo di gufo Il rapace sta bene. I cittadini protestano per i lavori
gavorrano
Il suo nido si trovava su uno degli alberi della pineta di Bagno di Gavorrano, abbattuti per fare spazio ai nuovi campi da tennis, e così adesso il pullo di gufo, un esemplare piuttosto raro, si torva nelle mani dell’associazione Progetto Migratoria che lo farà crescere e lo libererà in natura.
La veterinaria Franca Ciani martedì mattina ha fatto un sopralluogo a Bagno di Gavorrano dopo essere stata chiamata da diversi cittadini preoccupati perché nell’area circolano diverse specie di volatili selvatici (tra cui upupe, falchi gazze e tortore). La veterinaria voleva verificare che non ci fossero altri uccelli a terra dopo quello che era accaduto il giorno precedente. «Il pullo è stato recuperato da Rudi Guglielmi lunedì – racconta Ciani – che si è allarmato vedendo cadere volatili all’abbattimento di pini intorno alle 17,30. Dopo varie telefonate Rudi è riuscito a trovare un veterinario che si è recato a fare il recupero alla sera, intorno alle 19,30». Ma Ciani sottolinea che non sono stati tutelati gli animali che vivevano tra quegli alberi: «Non è stato fatto nessun controllo preventivo di eventuali nidi presenti prima di abbattere gli alberi né è stato possibile riscontrare altri, dato che tutto il materiale tagliato era stato accatastato senza nessuna possibilità di verifica».
Ciani spiega che il pullo ritrovato è un animale molto particolare che sceglie pochi siti dove nidificare. «Speriamo che possa riuscire a crescere e che possa essere nuovamente introdotto in natura. Cosa non facile». E conclude: «Molti cittadini considerano quella pineta costituita da alberi monumentali che se potessero essere stati definiti tali forse non avrebbero legalmente subito alcune distruzione. I cittadini si chiedono perché non poter ripristinare vecchi impianti che il sindaco ha definito fatiscenti, invece di spendere soldi pubblici e distruggere una pineta secolare». Un sentimento comune: sulla parete del baracchino posto in pineta è stato scritto a bomboletta “Salviamo la pineta stop ai lavori”. — Giulia sili
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