Lutto
«Così paghiamo i fornitori e si va in pari con l’affitto»
I giovanissimi titolari del Quando basta avevano appena inaugurato il locale quando è scoppiata l’emergenza sanitaria
grosseto
È il 1° marzo quando in piazza della Palma Serena Di Palma e Matteo Toninelli alzano i calici per brindare a una nuova avventura: arriva a battesimo la loro creatura, “Quando basta”, un locale con cui non solo si strizza l’occhio a chi gradisce un drink ma con cui si vuole contribuire anche a rivitalizzare il centro storico. Ma in quella data l’umanità già si muove sul filo del rasoio: tant’è che Serena e Matteo, da lì a poco, decidono di chiudere – nonostante stessero ancora vivendo l’entusiasmo del taglio del nastro – e lo fanno ancor prima del diktat del premier Giuseppe Conte. «Quando abbiamo letto sul giornale “State a casa”, ci è sembrata la scelta giusta da compiere – racconta oggi Serena – Era una scelta realistica anche per stringere i tempi e giungere a una nuova fase». Il lockdown, in effetti, è stato più lungo di quanto ciascuno di noi avrebbe mai pensato, ma è ormai dietro alle spalle e Serena e Matteo guardano avanti. Anche il loro Quando basta ha ottenuto il via libera al prestito garantito al 100% dallo Stato. «La prima necessità – descrive Serena – era quella di mettersi in regola con i fornitori: per il magazzino avevamo fatto degli ordini significativi, visto che avevamo appena inaugurato, tant’è che ho mangiato cipolline sottoaceto – sorride – per due mesi, per non gettarle via». «Il prestito – continua – serve anche per mettersi in pari con i canoni dell’affitto e, alla luce dell’ampliamento degli spazi fuori dal locale, servirà probabilmente anche per acquistare nuovi tavoli». Si riparte, insomma, e forse persino con più entusiasmo di prima. —
g.m.
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