Sicurezza
Piccoli pazienti, la riabilitazione è come un gioco
Gli operatori professionali hanno studiato percorsi differenziati per abituare i bambini alle nuove disposizioni che adesso sono in vigore nei laboratori
grosseto
Abituare i bimbi al rientro negli ambulatori di riabilitazione attraverso il gioco. È questo lo scopo del progetto elaborato dagli operatori professionali di riabilitazione del Dipartimento delle Professioni tecnico sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione afferenti alle Unità funzionali di salute mentale infanzia adolescenza (Smia) dell’Azienda sanitaria toscana sud est. Un percorso ludico e intuitivo arricchito dalle illustrazioni di Veronica Viti, le parole e l’impaginazione di Lucia Ceccherini, Francesca Marcomigni e Maria Luisa Martini che accompagnerà genitori e piccoli pazienti nella ripresa delle attività riabilitative.
«L’emergenza Covid ha messo tutti – spiega Antonella Lorenzoni, dirigente professioni sanitarie della riabilitazione del Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione – nelle condizioni di dover ripensare modalità e modelli di presa in carico. Il mio plauso e ringraziamento va a tutti i colleghi che hanno saputo far fronte a tutto questo senza mai perdere di vista i pazienti e i loro bisogni. La loro professionalità e il senso di responsabilità ha reso possibile che anche da un momento così critico emergessero spunti e iniziative volti alla migliore cura e riabilitazione, seppur con presupposti nuovi e inaspettati».
Il progetto dell’Asl è nato nelle settimane di lockdown ed è stato strutturato pensando a come i bambini e gli adolescenti avrebbero affrontato la ripresa delle attività riabilitative. Una ripartenza differente, in cui gli operatori di riabilitazione e gli specialisti avrebbero indossato i dispositivi di protezione individuale, apparire diversi agli occhi dei piccoli pazienti. Gli operatori professionali di riabilitazione della Sud est hanno continuato, anche durante il lockdown, a prestare il proprio servizio ma con modalità differenti. Nella Fase 2 le pratiche di lavoro “alternative” saranno affiancate o sostituite da percorsi in presenza che necessitano di una rimodulazione nei tempi e nei modi. Il progetto elaborato sarà attivo in tutte le unità funzionali Smia dell’Asl: in provincia nell’Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Zona Grossetana, Colline dell’Albegna. —
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