Il Tirreno

Grosseto

tra paganico e campagnatico 

«No ai gessi rossi nelle ex cave di Pietratonda»

Lina Senserini
«No ai gessi rossi nelle ex cave di Pietratonda»

Il comitato Val di Farma si dichiara contrario all’ipotesi e chiede, come il Forum ambientalista, di partecipare alla conferenza dei servizi - Il video

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CAMPAGNATICO. Anche il comitato Val di Farma dice no all’ipotesi di stoccare i gessi rossi della Tioxide nelle ex cave di Pietratonda, nel comune di Campagnatico, a pochi chilometri dal centro abitato di Paganico.

I battaglieri attivisti, che negli anni hanno ottenuto importanti risultati a difesa dell’ambiente, tra cui uno proprio contro il deposito, nelle cave di gesso a Roccastrada, degli ormai famigerati scarti della produzione del biossido di titanio, hanno chiesto di partecipare alla conferenza dei servizi, convocata per il 22 giugno.

«Dopo aver letto sul Tirreno del 7 giugno, l’articolo “I gessi rossi? Nell’ex cava di Pietratonda”, il comitato Val di Farma ha cercato di approfondire l’argomento», scrivono, mettendo nero su bianco le loro considerazioni. «Nel comune di Campagnatico, nella ex cava di sabbia silicea di Pietratonda, ci sono due laghetti, quello dell’Incrociata e lo Zampa di Lepre, che altro non sono che la risposta della natura, nel tempo, ai disequilibri causati dall’uomo; là dove c’era una cava si è ormai creato un nuovo ecosistema, acque di lago, flora e fauna, in perfetto equilibrio. Tra i tanti luoghi deturpati dall’uomo e ancora in attesa di ripristini promessi e mai realizzati – scrive il comitato – perché proprio a Pietratonda si è pensato di prevedere un ripristino? E per giunta con caratteristiche che non ci piacciono affatto? Nei progetti della ditta Accornero srl, si parla di operazioni di riempimento “mediante riporto di materiali ambientalmente compatibili di provenienza esterna e costituiti da solfato di calcio”, ossia i famosi gessi rossi, gli scarti della lavorazione degli stabilimenti della Tioxide Europe, oggi Venator Italy, a Scarlino, che ambientalmente compatibili non sono e che, da anni, l’azienda sta disperatamente cercando di collocare senza trovare un luogo adatto. Ci chiediamo, prima di tutto, che senso abbia “ripristinare” un luogo in cui ormai si è ristabilito un equilibrio naturale. Ci chiediamo inoltre perché, ancora una volta, si vogliano spacciare i gessi rossi per materiale “inerte e ambientalmente compatibile” quando ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che così non è e non potrà mai essere. È prevista per il 22 di giugno la seconda conferenza dei servizi decisoria e il comitato Val di Farma ha chiesto ufficialmente di partecipare. In quell’occasione si farà portavoce degli interrogativi sopra esposti», concludono.

La loro campagna per le ex cave di Pietrandonda è anche al centro di un video (clicca qui).


Nel frattempo è arrivata alla Regione anche la richiesta del Forum ambientalista di partecipare alla conferenza di servizi. La domanda formale è stata inviata agli uffici competenti, sabato, dal presidente Roberto Barocci, in considerazione del fatto che «possono chiedere di partecipare alla riunione anche i soggetti portatori di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, che vi abbiano interesse», prevede la normativa. —
 

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