Il Tirreno

Grosseto

scarlino  

Inceneritore, Giani rettifica ma non basta

giulia sili

3 MINUTI DI LETTURA





scarlino

Il dietrofront di Eugenio Giani sull’inceneritore di Scarlino c’è stato ma non sembra essere sufficiente. E adesso le richieste di ulteriori chiarimenti arrivano anche, e soprattutto, dal Pd locale. Il presidente del consiglio regionale e candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali durante una diretta Facebook aveva affermato: «La Toscana ha bisogno di una sua autoproduzione energetica fondata sulla termovalorizzazione dei rifiuti. Farò l’impopolare ma scelgo un sito e su quello vado diritto con i carri armati: non è possibile che sulla termovalorizzazione la Toscana abbia impianti chiusi da tempo, come a Scarlino, abbia impianti in cui ci sono comitati a iosa per farli chiudere e abbia rinunciato a Case Passerini». Subito era arrivata la rettifica: «L’obsoleto inceneritore di Scarlino non deve essere riaperto» ha spiegato Giani.

«Ci fa piacere il chiarimento del candidato alla presidenza della Regione – dice la segretaria del Pd di Follonica Cinzia Tacconi – Questo però non basta». Rimane infatti aperta la procedura avviata dalla Regione per la concessione della settima autorizzazione richiesta dalla società Scarlino Energia il 20 dicembre 2019, rispetto alla quale il Pd chiede da subito da parte dell’attuale amministrazione «atti decisi per fermare questo inaccettabile nuovo iter? ». «Dopo 28 anni di contrasto a questo impianto, questo territorio – continua Tacconi – ha già espresso tutta la sopportazione possibile verso l’incenerimento o termovalotizzazione che si intenda. Ora dobbiamo solo scrivere la parola fine».

Sulla questione è intervenuto anche il segretario provinciale del Pd Giacomo Termine: «Da pacifista considero infelice la metafora dei carri armati usata dal nostro candidato Giani, ma apprezzo la sua precisazione di oggi in cui conferma quanto il Pd locale e provinciale affermano da anni: l’impianto non deve essere aperto. L’inceneritore di Scarlino non serve a chiudere il ciclo dei rifiuti, la stessa azienda nella settima richiesta di autorizzazione lo vede vocato al trattamento dei rifiuti speciali».

«Che gli obiettivi del Pd regionale sull’inceneritore di Scarlino fossero chiari, già lo si sapeva da moltissimo tempo – affermano il presidente provinciale di Fdi Grosseto Fabrizio Rossi, e degli esponenti di Fdi di Follonica e Scarlino – Per noi l’obiettivo del Pd regionale che governa da 50 anni Toscana è chiaro. Questa è l’ennesima prova di incoerenza di una sinistra e di un Pd sempre più alla deriva». Simile la replica della Lega provinciale e follonichese: «L’obiettivo del Pd sull’inceneritore di Scarlino è chiaro da tempo. Non ci voleva l’infelice uscita di Giani, con annessa ritrattazione, per svelarla», dicono Andrea Ulmi e Roberto Azzi. «C’è solo un modo – aggiunge Ulmi– per arrivare a una soluzione: interrompere cinquanta anni di governo della Toscana da parte della sinistra».

«Come molti siamo rimasti sconcertati dalle parole di Giani in merito all’inceneritore di Livorno – dice Follonica a Sinistra – Da lista civica locale, diciamo che, per le elezioni regionali di settembre, i candidati alla presidenza delle regione dovranno scrivere nei loro programmi elettorali cosa intendono fare sull’impianto di Scarlino e dell’incenerimento, in generale». –

giulia sili

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa