Il Tirreno

Grosseto

Il patto tra l’uomo e la natura è saltato Ora chiediamoci dove stiamo andando

domenico aleotti * ; * scrittore e giornalista
Il patto tra l’uomo e la natura è saltato Ora chiediamoci dove stiamo andando

Il fenomeno dei tanti anziani deceduti con il Covid e senza una carezza dei congiunti ha segnato un punto di non ritorno  

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domenico aleotti *

La generazione nata durante l’ultimo conflitto bellico mondiale divenne poi l’esercito di pace, che ha ricostruito l’Italia, con la creazione di una democrazia diffusa, di una società che si impegnava nella pratica della solidarietà e della tolleranza; società che oggi si trova davanti a un bivio: da una parte la strada che riconosce il ruolo delle generazioni anziane, custodendone vite e memorie, dall’altra una svolta fredda, cinicamente “razionale”, che suggerisce la “macchina uomo”, attivo, veloce, in salute, giovane, una figura marinettiana, cancellando i meriti del costante, metodico, antico andare del “seminatore”.

Tutto scaturisce dall’illusione di controllare la vita del pianeta, figlia della presunzione di essere padroni della terra e non ospiti come milioni di altre specie, scegliendo così una strada senza scampo, che oltre al negativo rapporto con la vita diffusa e differenziata del pianeta, questo atteggiamento travolge ora il consorzio umano.

Durante le tragiche giornate che hanno lacerato interi territori come le valli bergamasche e bresciane, favorendo a volte pratiche lontane dall’etica cristiana, questo ci ha allontanato pericolosamente dai segni fondanti la civiltà occidentale, quelle metafore poetiche, bibliche e greche, diventate saldi riferimenti nei millenni.

Il figlio che porta sulle spalle il vecchio padre non è solo il canto di un poeta, ma il suggerimento metaforico della nostra ultima storia.

Omero e Virgilio hanno tracciato la rotta spirituale dei popoli che nonostante le cadute delle violenze periodiche, hanno fatto crescere il pacifico consorzio umano.

Il giovane virgulto che porta il padre sulle spalle non abbandonandolo esalta rispetto per i custodi della memoria. Quel vecchio, quegli anziani sono spesso le radici del benessere, che gli attuali umani godono.

Guai al popolo che perde di vista questa realtà, che non rispetta, esalta, premia, sostiene le generazioni del vicino passato.

Parliamo ora dei segni inquietanti che devono renderci vigili: aver abbandonato il presidio sanitario diffuso, che voleva dire stare vicino ai più deboli, cioè ai poveri, agli anziani ha creato il vuoto, si potevano costruire, centralizzando le eccellenze ospedaliere, senza abbandonare il territorio, con il suo ruolo di primo filtro, primo incontro.

Il risultato di questa scelta, ha costretto coraggiosi e bravissimi medici all’ardua decisione, trovandosi privi di posti, di macchine, di personale, di scegliere chi doveva vivere e chi veniva lasciato a un destino terribile, morire solo, lontano da un’ultima carezza, da una lacrima dei familiari.

Per notti non ho dormito, pensando agli ultimi disperati istanti nel buio della solitudine, dei tanti anziani scomparsi nel nulla.

Tutto questo dolore dei medici, dei familiari sconvolti, ha un origine: le sciagurate scelte, che il ceto politico di potere ha sotto varie bandiere svuotato il sistema sanitario, e liquidato nella solitudine la pratica del medico di famiglia.

Che questa vicenda, si sia svolta soprattutto in aree, come nei paesi prealpini, di grande presenza cristiana, una terra che in pochi anni ha dato ben due papi alla Chiesa, papi attenti agli umili, ai poveri, ai bisognosi, dimostra che siamo giunti sull’orlo del baratro.

Ho pensato in questi notti a cosa avrebbe scritto Pier Paolo Pasolini, così attento ai segni inquietanti del nostro moderno vivere, dei vecchi trattati come strumenti da rottamare. Ci manca Pasolini come mancano all’appello oggi tanti intellettuali, ed anche la Chiesa, manca all’appuntamento, lasciandoci una figura simbolo, nel suo ultimo benedire nella notte, la lunga fila funerea dei camion militari carichi di bare, dai sandali indossati si intuisce che è un frate.

Come sanno i grandi studiosi, il “patto” tra l’uomo e la natura è saltato, quest’ultima “misteriosa” epidemia, segna l’inizio di quello che ci attende, quando un essere piccolo, trasparente, raffigurato come un gioioso giocattolo, è in grado di fermare miliardi di uomini, dovrebbe porre ad ogni essere umano una domanda: dove stiamo andando? –



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