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Turismo straniero, stagione nera Al Pelagone il 20% delle presenze
Una stagione nera per le strutture ricettive che ospitano principalmente ospiti stranieri: le riaperture, nonostante l’emergenza sanitaria che fino allo scorso 3 giugno ha tenuto serrati i confini, ci sono state ma il lavoro è calato tantissimo rispetto al 2019 e quella di quest’anno sembra essere un’estate sotto tono.
Il 13 giugno aprirà a Follonica il Golfo del Sole, chiamato da tutti “Villaggio svizzero” per la quantità di ospiti stranieri che ogni estate popolano la bella struttura affacciata sul mare.
Fino all’ultimo le riaperture sono state in forse ma alla fine la decisione c’è stata: «Apriremo il 13 giugno – dice uno dei responsabili della struttura – abbiamo assunto il personale necessario e abbiamo già un po’ di prenotazioni. Una quantità relativa: le frontiere sono aperte da poco ma comunque ce la facciamo a sostenere una riapertura».
Altra struttura molto nota per la clientela internazionale è il Pelagone, acquistato tre anni fa da Fcr Immobilien, un investitore specializzato in centri commerciali e al dettaglio che, per la prima volta, ha scelto di investire nel campo dell’hotellerie.
Il Pelagone ha aperto lo scorso 3 giugno ma le prenotazioni stanno andando male, anzi «malissimo», come dice il general manager Andrea Ruggeri: «Abbiamo appena il 20% delle presenze e se guardiamo il raffronto con il 2019 è spaventoso».
La struttura lavora al 70% con turisti svizzeri, tedeschi e austriaci e con solo il 30% di turisti nazionali. Avere le frontiere chiuse ha quindi implicato una cancellazione totale delle prenotazioni.
Lo scorso anno le prenotazioni per maggio erano al 50%, oggi appena al 7%, per luglio avevano invece l’85% delle presenze confermate e oggi sono al 25% mentre per agosto, quando lo scorso anno le prenotazioni erano al 99%, quest’anno arrivano appena al 41%. Le prenotazioni prima dell’emergenza sanitaria, però, stavano andando benissimo. Nel previsionale di febbraio il Pelagone aveva il 50% di occupazione del mese di aprile che si è poi concretizzato in una chiusura totale dovuta al lockdown, per maggio avevano il 45% delle prenotazioni che sono state tutte cancellate e per giugno aveva invece il 40%, anche queste azzerate: «Abbiamo avuto nuove prenotazioni ma per giugno siamo appena al 7% - dice Ruggeri - Abbiamo visto una cancellazione totale di tutte le prenotazioni che ora stanno risalendo».
Una perdita di 600mila euro per l’azienda e sopratutto tanti posti di lavoro in meno: lo scorso anno in piena stagione lavoravano al Pelagone 90 persone, quest’anno la previsione è di 70 ma al momento ne stanno lavorando appena 17. Difficile però che i cittadini austriaci scelgano come meta l’Italia: al momento coloro che provengono dall’Italia possano entrare in Austria solo se in possesso di un certificato medico (che non sia più vecchio di 4 giorni) che attesti la negatività al test del coronavirus e in assenza di tale certificato è obbligatorio sottoporsi a un isolamento fiduciario di 14 giorni. «Questa politica certo non aiuta la stagione – dice Ruggeri – e a questo si aggiunge il fatto che quest’anno l’Italia sta facendo pochissima pubblicità all’estero». —
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