Sicurezza
Studio sui malati di psoriasi intervistati a distanza
Molti pazienti avevano sospeso la terapia per paura del Covid Ma soltanto uno sui 246 seguiti dalla Dermatologia è risultato positivo (e asintomatico)
Grosseto
La psoriasi è una patologia multifattoriale della pelle che può presentarsi anche in forme estese e gravi. Necessita pertanto di terapie adeguate e continue e di un monitoraggio costante da parte dei dermatologi. Purtroppo la pandemia Sars-CoV-2 ha portato molti pazienti con patologie dermatologiche croniche gravi come la psoriasi ad autoidentificarsi come “categoria a rischio”, non solo per la patologia in sé, ma anche e soprattutto per la terapia biotecnologica, sospendendola di propria iniziativa.
Spiega Michele Pellegrino direttore della Dermatologia dell’ospedale Misericordia: «Per cercare di arginare questo dilagante fenomeno e nel contempo per valutare la reale incidenza del Covid-19 nei pazienti affetti da psoriasi, insieme alla Dermatologia di Pordenone, abbiamo attivato in contemporanea uno studio basato su una accurata raccolta di dati, mediante un’indagine telefonica, di centinaia di pazienti affetti da psoriasi in trattamento con farmaci biologici. Grosseto e Pordenone sono due province simili per dimensioni con rispettivamente di 221.629 e 312.794 abitanti per un totale di 534.423 residenti, e dunque anche un numero importante ai fini del nostro studio».
Tutti i pazienti sono stati contattati in forma audio attraverso smartphone, tablet o telefono. Sono stati intervistati 246 pazienti (104 donne e 142 uomini) con un’età media di 56 anni, suddivisi in diverse fasce di età ed in base al farmaco in uso. Un lavoro possibile grazie a tutto il personale anche infermieristico. Indipendentemente dalla terapia in atto tra i 246 pazienti, solo un paziente seguito dalla Dermatologia di Grosseto è risultato positivo al Covid pur essendo asintomatico. Spiega Pellegrino: «I dati emersi dallo studio hanno documentato che la psoriasi, indipendentemente dall’utilizzo di farmaci biologici, non rientra tra le comorbilità croniche in grado di favorire o aggravare l’andamento clinico dell’infezione Sars-Cov-2. Questo nostro studio vuole essere un piccolo contributo a diffondere il messaggio ai malati di psoriasi di non interrompere la terapia in atto». —
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