Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Bufera sulle parole di Giani, il candidato fa dietrofront

Bufera sulle parole di Giani, il candidato fa dietrofront

Al centro della bagarre politica l’ipotesi di riaprire l’inceneritore di Scarlino Il presidente del consiglio regionale cancella il video da Facebook e ci ripensa

3 MINUTI DI LETTURA





scarlino

«L’obsoleto inceneritore di Scarlino non deve essere riaperto»: Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale e candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali, ha chiarito così la sua posizione in merito all’inceneritore della Piana.

Un chiarimento che è stato necessario visto il polverone che si è alzato in seguito ad alcune affermazioni fatte dal presidente durante una diretta Facebook. In quell’occasione Giani si era dilungato parlando dell’inceneritore di Livorno ma non era mancato un accenno in merito all’impianto di Scarlino. «La Toscana – aveva detto Giani nella diretta Facebook, poi cancellata – ha bisogno di una sua autoproduzione energetica fondata sulla termovalorizzazione dei rifiuti. Farò l’impopolare ma scelgo un sito e su quello vado a diritto con i carri armati perché non è possibile che sulla termovalorizzazione la Toscana abbia impianti chiusi da tempo, come a Scarlino, abbia impianti in cui ci sono comitati a iosa per farli chiudere e abbia rinunciato a Case Passerini».

Frasi, queste, che hanno sollevato molte polemiche e che hanno portato Giani a fare dietrofront in merito all’impianto scarlinese: «Di Scarlino e Follonica – ha detto il presidente – se ne deve parlare per lo straordinario patrimonio di beni ambientali, culturali e storici che valorizzano quel territorio e l’intera Toscana. Penso piuttosto ad una valorizzazione dell’area in questo senso e confermo che ritengo l’inceneritore di Scarlino una struttura superata che non può garantire i necessari standard di tutela ambientale e sanitaria. Non ho mai pensato né mai fatto riferimento a quest’area come sito per un impianto di rifiuti. La pianificazione dei rifiuti è un tema importante che può essere affrontato solo con un grande confronto con i sindaci e tutte le sensibilità dei territori».

Prima del chiarimento, però, non sono mancati numerosi interventi arrivati dal mondo della politica e delle associazioni. A precedere il dietrofront di Giani è stato il candidato sindaco di Follonica Andrea Benini che ha chiesto di rivedere le affermazioni in merito a Scarlino: «Il nostro No all’inceneritore di Scarlino è netto e deciso – ha detto Benini che durante il suo mandato tanto si è battuto contro la riapertura dell’impianto – Come abbiamo sempre detto, il futuro di questo territorio deve prescindere da quell’impianto di smaltimento dei rifiuti. Per questo motivo, in attesa di comprendere le motivazioni che hanno spinto il candidato alla presidenza della Regione a fare certe dichiarazioni – aveva sottolineato Benini – chiedo a Eugenio Giani parole di chiara smentita rispetto a ciò che è stato detto sull’inceneritore di Scarlino, peraltro con passaggi assai infelici (i carri armati), e di assumere una posizione di netta contrarietà, non ideologica ma pragmatica, leggendo atti e sentenze, che sono letteralmente agghiaccianti. Quell’impianto è superato e va chiuso. Punto. La Maremma non può diventare, per ragioni di convenienza elettorale, la pattumiera della Toscana».

Anche Mario Monciatti, presidente del comitato per il No all’inceneritore di Scarlino, si è sentito offeso dalle parole del presidente: «I comitati che “crescono a iosa”, come dice il candidato Giani tentando banalmente quanto inutilmente di squalificarli, sono l’espressione del dialogo interrotto e di un serio problema di rappresentatività fra la popolazione e la politica, su cui quest’ultima non si interroga reagendo con brutalità ideale ed arroganza» ha detto Monicatti.

Anche il candidato sindaco del centrodestra Massimo Di Giacinto ha commentato le parole del candidato: «Le frasi pronunciate, aldilà dello scivolone mediatico, non lasciano spazio al dubbio sul proposito di aprire l’inceneritore ad ogni costo, in totale disprezzo della volontà dei cittadini che desiderano un modello di gestione dei rifiuti completamente diverso». E sulla questione è poi intervenuta anche Forza Italia: «La Maremma è stufa di subire – hanno detto la parlamentare Elisabetta Ripani e Sandro Marrini, coordinatore provinciale – L’assenza di considerazione del nostro territorio è veramente sconcertante. La Maremma non è terra da invadere e l’uso della forza come strumento di comando sono fortunatamente parentesi che appartengono al passato». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa