Il Tirreno

Grosseto

la storia 

«La mia odissea per riuscire ad avere le mascherine»

lina senserini

Lorella Ronconi apprezza il servizio ma evidenzia le difficoltà per le persone che più avrebbero bisogno dei presidi

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Ritirare le mascherine alle edicole, per i portatori di handicap, gli anziani, le persone che non possono muoversi autonomamente rischia di trasformarsi in un’odissea.

Tra accessibilità, forniture che finiscono in un attimo, file interminabili e orari “obbligati”, quello che che vorrebbe essere un servizio per facilitare i cittadini, peraltro gratuito, in molti casi si trasforma in disservizio. E non per la volontà degli edicolanti, certo, ma per le oggettive difficoltà che un disabile o un suo familiare incontra.

La denuncia arriva da Lorella Ronconi, una delle voci grossetane più forti e autorevoli in fatto di diritti delle categorie svantaggiate, che alle sue battaglie nel campo del sociale deve la nomina a Cavaliere della Repubblica.

«Uso l’aggettivo “disagevole” per definire questo servizio di cui riconosco comunque la grande utilità e lo sforzo della Regione per metterlo in piedi. Ma aggiungo anche che, così come è organizzato, non aiuta proprio quelle persone che ne hanno maggiormente bisogno e che possono anche avere difficoltà economiche per procurarsi diversamente le mascherine», dice Lorella. Poi racconta il suo “viaggio” tra le edicole di piazza De Maria, piazza Dante, «dove ho scoperto che hanno scelto di non fare la distribuzione», aggiunge, viale Mascagni e piazza della Vasca, a Grosseto, le uniche relativamente facili da raggiungere da casa sua, senza riuscire a portare a casa nemmeno uno dei preziosi dispositivi.

«Ho fatto il giro venerdì, dopo le 16, l’unico orario in cui le mie condizioni fisiche mi permettono di uscire, ma le edicole erano chiuse oppure le mascherine erano finite, per lo più nel giro di mezz’ora, la mattina. Ho riprovato sabato allo stesso orario, identico risultato. Di domenica ho lasciato proprio perdere, lo farò domani», dice amareggiata. Inoltre, per una persona che non può rimanere troppo a lungo da sola può essere un disagio mandare un familiare o l’assistente a fare file anche molto lunghe. «Forse – spiega – sarebbe stato meglio prevedere forme di distribuzione diverse per le persone svantaggiate, anche in base al reddito, certamente, ma facendogliele arrivare a casa. C’è il volontariato, la protezione civile, pronti a collaborare. Mi chiedo perché non provarci», conclude Lorella Ronconi. —

lina senserini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web