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Grosseto

Fanno saltare il bancomat alle Poste e scappano in auto con settantamila euro

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Fanno saltare il bancomat alle Poste e scappano in auto con settantamila euro

Un’Alfa Giulia lanciata a folle velocità sulla Batignanese. Il colpo messo a segno con la tecnica della “marmotta”

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Settantamila euro in contanti, forse settantaduemila. Puliti, spendibili anche subito. È il bottino fruttato al commando entrato in azione ieri mattina, quando la frazione di Roselle è stata svegliata alle 3,30 da un boato.

Il postamat è saltato in aria, lasciando dentro all’ufficio soltanto detriti, mobili e schedari devastati, documenti distrutti. I banditi hanno agito in pochissimi minuti: il tempo dello schianto, dell’apertura della macchina, del recupero dei soldi e la fuga, su due auto, verso la campagna maremmana.



Erano le 3,30 quando gli abitanti del palazzo che al pianterreno ospita l’ufficio postale della frazione a quattro chilometri da Grosseto, sono stati svegliati da un boato. L’esplosione era appena avvenuta: il commando entrato in azione per svaligiare il bancomat di Roselle ha agito in pochi minuti. Erano tre uomini, ripresi dalle telecamere di videosorveglianza dell’ufficio, con il volto coperto. Si sono allontanati a bordo di due auto: un uomo che vive al quinto piano del palazzo dov’è avvenuto il colpo, ha visto allontanarsi a tutta velocità due auto, una berlina scura, probabilmente un’Alfa Romeo e una Jeep Renegade.



L’uomo ha dato immediatamente l’allarme e due auto dei carabinieri che erano impegnate in due servizi di controllo poco lontano da lì, sono arrivate in pochissimi minuti. Una pattuglia, sulla Batignanese, ha incrociato l’auto dei banditi in fuga e ha fatto un testacoda per cercare di raggiungerla. L’inseguimento è durato poco: i ladri erano a bordo di una potente Alfa Romeo Giulia e viaggiavano su quella diritta una velocità folle. Dalla Batignanese hanno imboccato la strada dello Sbirro facendo perdere le proprie tracce, mentre l’altra auto, la Renegade, si è allontanata da Roselle dirigendosi verso la Scansanese. Le due auto, probabilmente, erano state rubate ma non nella nostra provincia, dove non risulta alcuna denuncia per il furto di auto di quel tipo.



Professionisti degli assalti ai bancomat: è questo l’identikit dei componenti della banda che ha fatto esplodere l’apparecchio delle Poste di Roselle utilizzando la tecnica della “marmotta”, una tecnica collaudata, la stessa che sarebbe stata usata poche ore prima per far saltare in aria un altro bancomat, a Riotorto. I ladri hanno infatti utilizzato una paletta carica di esplosivo, piatta come la coda di una marmotta appunto, inserita nella fessura dell’apertura dell’apparecchio: una volta accesa la miccia, la polvere da sparo ha fatto il resto. Il colpo è opera di professionisti: nell’esplosione infatti, si è disattivato anche il dispositivo che macchia i soldi con l’inchiostro, rendendoli inutilizzabili, ed è rimasta danneggiata soltanto la vaschetta con le banconote da venti euro. Il resto è stato portato via, senza lasciare traccia del passaggio dei ladri, se non tutti i danni causati dall’esplosione all’interno dell’ufficio postale.



I carabinieri sono impegnati su più fronti: ieri, il sopralluogo nell’ufficio postale, è durato alcune ore. I malviventi, che avevano il volto coperto, hanno utilizzato anche dei guanti per evitare di lasciare impronte. Il reparto scientifica ha raccolto tutte le prove lasciate nell’ufficio e il nucleo operativo si è messo subito al lavoro per tentare di identificare i responsabili. Banditi esperti, che sono entrati in azione durante il fine settimana, consapevoli del fatto che venerdì l’apparecchio delle Poste era stato riempito di soldi per il fine settimana. —



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