Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Prata, perla medievale abbandonata a se stessa

Giulia Sili
Prata, perla medievale abbandonata a se stessa

Strade dissestate, rattoppi alle facciate e divieti scritti a mano: il rammarico di Maria Rosaria Venturini per la sua frazione

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massa marittima

Negli anni ’60 la popolazione di Prata contava circa 1.600 abitanti, un numero andato diminuendo di anno in anno a causa delle chiusura delle miniere. Oggi la popolazione si attesta intorno ai 500 abitanti, un terzo rispetto al passato.

La piccola frazione di origine medievale avrebbe però un potenziale inespresso che non viene valorizzato. Ad affermarlo è Maria Rosaria Venturini proprietaria di una casa nel centro storico e da sempre molto legata alla frazione: «Non si spiega perché Prata sia ridotta in queste condizioni – dice – la vicina Boccheggiano non ha nulla di più da offrire ma ha una vitalità di gran lunga superiore rispetto a Prata. La frazione di Montieri ha ancora molti residenti e le strade e le vie sono curate. Prata, invece, ha degli angoli di degrado assoluto». Maria Rosaria si sofferma sulla strada che circonda il paese, la circonvallazione che i pratigiani chiamano il bastione, «una strada rattoppata e malmessa» dice. «Prata è uno dei pochi paesi che ha un percorso che gira intorno al vecchio abitato. Dovrebbe essere piacevole passare da lì, proprio perché si gode di un panorama stupendo su tutte le Colline Metallifere, fino ad arrivare al Giglio e all’isola d’Elba. Eppure sembra non contare nulla. Solo asfalto rattoppato».

Di fianco alla vecchia fonte non mancano poi divieti di sosta scritti a vernice e rattoppi alle facciate. «L’amministrazione non dovrebbe limitarsi a prendere le tasse ma dovrebbe provare a valorizzare in qualche modo questa frazione che ha delle potenzialità inespresse – dice Maria Rosaria – Anche alcuni pratigiani, abituati ad essere poco considerati, non danno valore a ciò che hanno e a loro volta trascurano quello che potrebbe essere tenuto meglio con poco sforzo. Si poterebbero poi far sentire, chiedendo di più per loro stessi». Negli anni ’80 si è poi vista la costruzione del ponte di Prata: «Per evitare 3 chilometri di curve si è fatto un ponte che ha tagliato fuori questa frazione – dice Maria Rosaria – un tempo a Prata si fermavano tutti quelli andavano al mare, ora neanche più quello. Eppure qua c’è un’aria meravigliosa, dei boschi bellissimi e un paese che potrebbe dare tanto. Perché non sfruttare quello che abbiamo almeno per avere un po’ di turismo in estate?».

Non ci sono soluzioni facili per un paese che ha perso la gran parte dei suoi residenti anche se negli ultimi anni sono diverse le case che sono state vendute a cifre piuttosto basse a stranieri intenzionati a trascorrere qui le loro vacanze. —

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