Il Tirreno

Grosseto

a cutignolo di manciano 

Violenta tromba d’aria scoperchia un capannone

ivana agostini
Violenta tromba d’aria scoperchia un capannone

Danneggiate anche una tettoia e alcune serre, interrotta la linea elettrica Una donna è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso per lo spavento

3 MINUTI DI LETTURA





manciano

Momenti di paura sono stati vissuti ieri nella zona del Cutignolo, località di campagna al confine fra Manciano e Orbetello. Erano da poco passate le 12 quando una tromba d’aria si è abbattuta sulla zona seminando danni. Il vortice ha scoperchiato il tetto di un capannone, di una tettoia e ha portato via parte delle tegole di una casa. Distrutte anche alcune serre. Danni si sono registrati anche alla linea elettrica: senza energia 8 famiglie.

Ancora terrorizzata Simona Romani che è finita in ospedale proprio per lo spavento. «Avevo visto che il tempo stava diventando brutto – racconta la donna dal pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello – e ho chiesto a mio figlio di 16 anni di andare a chiudere le finestre. In quel momento, purtroppo è arrivata la tromba d’aria». Il cielo, poco dopo mezzogiorno, infatti, ha iniziato a diventare di un blu intenso. Tuoni forti squarciavano il silenzio della campagna. Simona, che era fuori casa, poco dopo aver chiesto al figlio di chiudere le finestre ha ricevuto una telefonata da lui stesso, che urlava per lo spavento e le spiegava cosa stava succedendo. Lei ha avuto paura che potesse rimanere colpito da qualche tegola o qualche oggetto sollevato da terra dalla tromba d’aria. «Sono stati istanti terribili – dice Romani – ho temuto che potesse succedergli qualcosa».

E per fortuna, la figlia più piccola di Simona, in quel momento, non era a casa, ma si trovava dai nonni. «Non oso pensare cosa poteva succedere se fosse stata fuori a giocare». La furia del vento ha divelto le piante dei frutti. Ha distrutto delle serre. «Il trampolino con cui gioca mia figlia è stato scaraventato al muro. Una forza inaudita». L’unica consolazione è che nessuno è rimasto ferito. «I danni ci sono ma sono nulla – commenta la donna – rispetto a quello che poteva succedere alle persone».

Per tamponare il danno della linea Enel finita a terra, l’azienda erogatrice del servizio ha mandato sul posto dei generatori e ha iniziato subito a lavorare al ripristino della linea. Quello che è successo ieri non può non riportare alla memoria quel terribile 17 novembre dello scorso anno quando una tromba d’aria colpì il comune di Orbetello. Pochi chilometri di distanza, in linea d’aria, rispetto al Cutignolo. La notte del 17 novembre, mentre tutti aspettavano l’ondata di piena del fiume Albegna che, a causa delle piogge intense, era salito di livello, la devastazione arrivò dal cielo. Un tornado partì dalla Feniglia, distrusse parte della pineta ed arrivò a colpire molte abitazioni. I danni maggiori furono registrati nelle campagne della Radicata e della zona della Fornace. Qui la paura fu tante perché in due delle case colpite abitavano dei bambini. Dopo sette mesi la zona della Fornace porta ancora i segni del disastro. L’edificio della Fornace non è ancora stato ristrutturato e a terra ci sono ancora pezzi di calcinacci e di muro che la forza del vento ha divelto. Il telo con cui era stato coperto il tetto è stato spostato dal vento. Ieri la paura è tornata in una parte di Maremma in cui gli eventi atmosferici hanno duramente colpito la popolazione. —

ivana agostini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze