Gioco
Un pittore di nome Amintore Fanfani Ecco il quadro ritrovato del senatore artista
Per anni è rimasto negli scantinati del municipio di Castel del Piano, aveva anche rischiato di finire in discarica
la storia
fiora bonelli
“Il rosso sol dell’avvenir”, un quadro a firma di Amintore Fanfani, datato 1989, regalato nel 1990 al Comune di Castel del Piano e tenuto poi per molti anni nei fondi del municipio, viene riscoperto e salvato dal vicesindaco Luciano Giglioni.
Finalmente esposto nella stanza del vicesindaco stesso, riacquista una location decorosa e dignitosa, a testimonianza di un pezzo importante di storia casteldelpianese.
Per seguire le vicissitudini di questo dipinto d’autore, bisogna tornare a trenta anni fa, a quella visita dell’allora presidente del Senato della Repubblica Amintore Fanfani a Castel del Piano per l’inaugurazione del Piazzone, come racconta Enzo Biagini, allora assessore democristiano del pentapartito di Francesco Elia Forti: «Quell’estate – rammenta – il parco del Piazzone era stato dotato di una bella vasca, di vialetti, di illuminazione nuova e di impianto di irrigazione. Un’opera bellissima che fu inaugurata, appunto, dal presidente Fanfani. In quel 1990, come in anni precedenti, a Castel del Piano veniva allestito un “cantiere d’arte”, uno spazio dove artisti importanti come Tode, Semplici, Giuggioli, Arrighi ed altri, venivano a lavorare, lasciando, poi, al comune, alcune opere dipinte. Accompagnammo Fanfani anche a visitare il cantiere e a mostrargli le opere lasciate dai pittori gli anni precedenti. Ne fu entusiasta e ci disse che volentieri avrebbe lasciato anche lui una sua opera al cantiere. Cosa che fece dopo pochi giorni, inviandoci, appunto “Il rosso sol dell’avvenir”, dedicato nelle sue intenzioni al sindaco socialista in carica Francesco Elia Forti».
Ma dopo poco tempo, cambiati i colori delle amministrazioni, di quel quadro se ne persero le tracce: «Forse una sorta di damnatio memoriae – ironizza Biagini – per cui questa testimonianza importante di uno statista in visita nella nostra cittadina non fu tutelata come meritava».
E addirittura, molti anni fa, il sol dell’avvenir rischiò la discarica. Già bell’e pronto a essere sistemato nel camion della spazzatura, fu salvato al volo dal consigliere Massimo Cambri: «Passavo per caso davanti al municipio, quando vidi – racconta Cambri – dei materiali ed oggetti pronti per essere buttati via. Adocchiai il quadro di Fanfani che ben conoscevo e lo portai all’allora sindaco Mario Rotellini, che mi ringraziò dell’iniziativa».
Ma al quadro non fu trovata comunque, una collocazione e finì, con altre opere del cantiere d’arte, per essere spostato da un fondo a un altro, perché, forse, nessuno sapeva o si ricordava dell’autore illustre di quell’opera: «Non so se sia un grande dipinto – commenta Biagini - Non sta a me giudicare e non è questo il punto. Ma è certo che quel quadro donato al Comune da uno dei padri della nostra Repubblica in visita a Castel del Piano sarebbe stato degno, in passato, di un trattamento migliore. Oggi, invece, sono andato in Comune e con mia grandissima soddisfazione ho visto che era attaccato alla parete della stanza del vicesindaco. Mi ha fatto piacere, perché quel quadro è il simbolo di un’epoca per Castel del Piano che era, allora, proprio nel momento della sua massima espansione e sviluppo. E il rosso sol dell’avvenir ne è, possiamo dire, la sua impronta digitale».
Dal canto suo il vicesindaco Giglioni commenta: «Appena entrato in Comune un anno fa, mi sono messo a frugare nei fondi, nelle cantine, nelle soffitte. Ho trovato moltissime cose, compresa, forse, una cornice originale dell’autoritratto di Rosalba Carriera, oggi esposta a Palazzo Nerucci. E poi pietre scolpite e datate e documenti, pergamene e dipinti. Fra questi, appunto, il quadro di Amintore Fanfani, fortunatamente ancora in buone condizioni. Non mi è parso il vero di esporlo subito nella stanza del vicesindaco, dove, spero, molti potranno apprezzarlo, ricordando una stagione storica d’oro per Castel del Piano». —
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