Attenzione
Tecnici dello spettacolo dal vivo Davide Fatemi è il coordinatore
Trentotto anni, grossetano, è fonico free lance da quando ne aveva 19 Aveva scritto una lettera al ministro Franceschini per la sua categoria
la nomina
giovanna mezzana
Qualcosa di positivo la pandemia da coronavirus alla fine ha portato ai tecnici dello spettacolo dal vivo, settore ad alto tasso di professionalità, svantaggiato da una contrattualizzazione composita e caotica e tra i più penalizzati dal lockdown. I tecnici dello spettacolo dal vivo adesso hanno un loro rappresentante. Tutelerà gli interessi della categoria. Non era mai accaduto prima: suona strano nell’Italia della grande tradizione sindacale ma tant’è per questi professionisti che operano nel “retro” del palco.
Davide Fatemi, 38 anni, fonico free lance da quando aveva 19 anni, è stato appena nominato coordinatore nazionale per i Tecnici dello Spettacolo dal Vivo, il primo coordinamento nazionale sindacale dei tecnici. Sua era la lettera inviata a maggio al ministro Dario Franceschini, dal gruppo di lavoro “Professione Spettacolo Toscana Ovest”, e che il fonico aveva messo a punto dopo lunghi consulti a distanza con una decina di colleghi toscani, confluiti, appunto, nel Gruppo.
«Il lockdown ci ha dato tempo, modo e motivazione per confrontarci sulle dinamiche delle nostre professioni – nota Fatemi – Grazie all’intervento di Emanuela Bizi, segretaria generale di Slc-Cgil, abbiamo avuto l’opportunità di creare per la prima volta una rappresentanza sindacale specifica per il nostro settore, per portare avanti trattative al tavolo con le istituzioni su tematiche legate al lavoro». I sindacati avranno dunque il ruolo di supportare tutta la filiera dello spettacolo arricchendo i contratti con tutele e ammortizzatori. Davide Fatemi invita tecnici autonomi, cooperative dello spettacolo, teatri e service a contattarlo per dare il proprio contributo.
«Passare dallo sconforto da divano – dice – al creare, insieme a tanti colleghi e amici, un collegamento tra le nostre proposte e le istituzioni in un meno di un mese, è una bella sensazione. È un momento positivo per noi: ne parliamo da sempre, e adesso abbiamo tanto lavoro da fare; c’è bisogno dell’aiuto di tutti, ma sappiamo in quali direzioni guardare. È importante che ogni azione si basi sulla conoscenza del tema da trattare, e alcuni gruppi di lavoro in cui ci siamo divisi sono un ottimo esempio di pragmatica ricerca di soluzioni». –
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