Il Tirreno

Grosseto

organizzazione in tilt 

I prelievi sono in emergenza Il tempo di attesa è circa due mesi

G.B.

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GROSSETO

Resta un problema, un grande problema, l’accesso al servizio dei prelievi di sangue nel post Covid. Alle difficoltà di avere informazioni, di ottenere una prenotazione, si aggiungono tempi di attesa che sfiorano i due mesi. E intanto l’Asl, attraverso il direttore di presidio Monica Calamai, annuncia che il centro unico prelievi del Misericordia non riaprirà.

L’emergenza coronavirus, da marzo a oggi, ha costretto l’Asl sud est a rivedere il sistema dei prelievi del sangue al Misericordia, ma adesso che pian piano le varie attività, i reparti stanno tornando alla normalità, per questo servizio si registrano ancora difficoltà, lamentele e proteste. Non che prima della pandemia la situazione fosse così brillante. Il centro prelievi è da anni un punto debole dell’ospedale. Centinaia di persone (soprattutto anziani) ogni giorno, già all’alba, si riversavano nella saletta al piano terra sul retro del vecchio stabile del Misericordia, affollando i quattro sportelli dell’accettazione e trascorrendo qui, in pochi metri quadrati, ore di attesa per ottenere una prestazione di pochi istanti, un buco e un referto. Ora il quadro si è modificato. In peggio.

I tempi per fare un prelievo di sangue sono di circa un mese e mezzo, 45-50 giorni. E se prima del coronovirus non erano necessarie prenotazioni (bastava presentarsi la mattina a digiuno negli orari indicati) ora c’è il problema di mettersi in contatto con il centralino del Cup (impresa impossibile negli ultimi giorni), prenotare la prestazione e poi aspettare la data assegnata per il prelievo, in via Don Minzoni. Precauzioni ulteriori, il trasferimento del servizio in via don Minzoni (e adesso anche negli ambulatori di Barbanella), hanno dilatato i tempi di attesa. In sintesi: l’organizzazione dei prelievi, al momento, non funziona rispetto alla domanda.

Ma soprattutto non si sa quando si potrà tornare alla normalità. Il sovraccarico su via Don Minzoni è considerevole, a fronte di soli 70-75 prelievi effettuati al giorno. Qui confluiscono buona parte degli utenti della provincia, visto che molti distretti periferici sono stati temporaneamente chiusi dall’Asl a causa del Covid. In tempi normali solo al centro prelievi dell’ospedale Misericordia venivano eseguiti ogni giorno circa 180 prelievi. Un centinaio, invece, quelli che venivano fatti in via Don Minzoni, più i periferici. Ma qual è il problema? Al Misericordia il nodo è rappresentato dagli spazi. Prima del coronavirus decine di persone venivano fatte accomodare contemporaneamente nella sala di attesa del centro unico. Adesso i rigorosi protocolli anti-Covid hanno escluso la possibilità di riutilizzo di quegli ambienti. L’Asl Sud Est dettaglierà presto la riorganizzazione del servizio. —G.B.

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di Redazione web