Toscana
Grido di aiuto delle autoscuole In 10mila attendono la patente
Festelli e Ciani chiedono lo sblocco definitivo a vantaggio di tutta la filiera e la redazione del calendario per gli esami alla Motorizzazione civile
grosseto
Corrado Festelli fa due conti a mente, su richiesta degli organi di informazione intervenuti alla conferenza stampa, e afferma: «Ogni mese alla Motorizzazione di Grosseto vengono effettuati tremila esami, per patenti di ogni genere. Tra scuole guida, che sono ventotto, e studi di consulenza credo che il settore impieghi circa 150 persone».
Insomma, in questi quasi tre mesi di lockdown si sono accumulate file di attesa per quasi diecimila persone e per le autoscuole maremmane il “fermo” rappresenta un danno enorme. «Non soltanto per noi - dice Festelli, che oltre a essere titolare della scuola Special parla a nome del Consorzio provinciale e in qualità di coordinatore regionale Confarca per una grande parte delle ditte toscane - ma per tutta la filiera. Perché senza patente non si possono comprare né auto né moto».
Festelli è accanto a Mauro Ciani, segretario di Confartigianato, per reclamare maggiore attenzione per tutto il settore, dai passaggi di proprietà agli acquisti di mezzi. Perché l’attività nella nostra provincia stenta a riprendere, anzi, dice Tiziana Balocchi, titolare di autoscuola, presente anche lei nella sede dell’associazione in via Monterosa, è praticamente tutto fermo: «Noi gli allievi non li stiamo prendendo, è una questione di serietà: non sappiamo quale tempi avranno gli esami. Proviamo da adesso a prendere qualche appuntamento».
Perché sulla carta tutto è stato sbloccato ma non dappertutto. E non qui. E non è colpa dell’Ufficio locale, precisano Festelli e Ciani, ma di un’Italia che va a due (o più) velocità: «Ci hanno chiuso in un giorno - dice Festelli ricordando che gli ultimi esami sono stati fatti l’8 marzo - ma non ci consentono di riaprire. La pubblica amministrazione è troppo lenta in rapporto alla capacità di sopravvivenza delle nostre aziende». Dal 22 maggio, secondo il Dpcm, tutto sarebbe riaperto «ma in realtà a oggi non siamo in stati in grado di fare esami né teorici né pratici. Il nostro non è un attacco ma una richiesta di aiuto. Una situazione del genere l’abbiamo vissuta nel 2007, ma non così grave». Anche perché, aggiunge, ad esempio a Lucca e a Livorno gli esami vengono fatti, «vengono fatti esami anche a Bergamo».
La colpa, dice ancora Festelli, non è dell’ufficio locale: «Anzi, grazie alla funzionaria Roberta Galgani qui adesso si possono fare i fogli rosa per le moto». È un problema più generale, più in alto: «Io non faccio altro che scrivere per sollecitare provvedimenti in favore della nostra categoria ma che poi hanno ripercussioni su tutto il settore». Festelli dichiara di aver preso come punti di riferimento proprio quei contenuti del Dpcm che dichiarano come «attività indifferibili» quelli delle autoscuole. E ne chiede soltanto l’attuazione.
Ciani, da parte sua, ricorda che le autoscuole si sono fatte responsabilmente carico dei problemi legati all’emergenza sanitaria: «Il settore è strategico sia sotto il profilo della sicurezza stradale ma anche per il volume di affari che la filiera genera per questo auspicavamo linee guida più tempestive, chiare e precise. Oggi al contrario vige troppa confusione e “regole” sembrano poco praticabili soprattutto per gli esami di pratica: si parla di sanificazione continua delle auto, dell’uso di mascherine, guanti ed eventuali altre protezioni, che rendono di fatto complicata la comunicazione verbale». —
pierluigi sposato
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