Il dolore
L’addio commosso a Mario anima della Nuova Grosseto
Bernabini aveva 73 anni e fino all’ultimo è rimasto attaccato alla società Dirigente e tuttofare, il campo di via Australia era diventato la sua seconda casa
GROSSETO. «Ci sono notizie che non vorresti mai arrivassero. Ci sono persone che non vorresti mai ti lasciassero»: con queste parole la Nuova Grosseto Barbanella esprime il cordoglio per la perdita di Mario Bernabini, storico dirigente della società che per tanti anni ha seguito la squadra con grande passione. Quella passione che fino all’ultimo ha contraddistinto Mario, malgrado la malattia che giorno dopo giorno lo stava mettendo sempre più a dura prova.
Dirigente della squadra a partire dalla fine degli anni ’80, quando ancora la società aveva la denominazione di Barbanella e le partite si disputavano sul mitico campo di via Monte Rosa. Un ambiente sportivo genuino, fatto di passione, spensieratezza e dal sapore di una seconda famiglia. Mario era entrato in punta di piedi varcando i cancelli biancazzurri della struttura, ma aveva impiegato pochissimo tempo a integrarsi e a divenire un punto fermo della società sportiva.
I primi anni da dirigente accompagnatore, poi sempre più coinvolto in quella seconda famiglia che amava e che, al tempo stesso, era in grado di restituire affetto, stima, calore. Sentimenti sinceri che Mario Bernabini aveva legato con un doppio nodo divenuto sempre più stretto con il passare degli anni. Con l’arrivo della pensione, infatti, Mario era riuscito a dedicarsi a tempo pieno alla Nuova Grosseto Barbanella: dirigente accompagnatore, magazziniere, custode, un prezioso tuttofare che aveva vissuto il cambio di nome della società e anche quello della sede del campo di gioco, con il passaggio dal Monterosa al Passalacqua di via Australia.
Una struttura diversa, ma in grado comunque di mantenere inalterati i valori umani e che, ben presto, era diventata la seconda casa di Mario Bernabini. Era quasi impossibile andare al campo sportivo e non trovarlo indaffarato in qualche mansione. Durante le partite ti attendeva in biglietteria e se arrivavi in ritardo, prontamente, ti aggiornava sul risultato. Sempre ai posti di combattimento Mario e sempre pronto alla battuta, grazie a quella dote innata di ironia in grado di contraddistinguere poche persone. La Nuova Grosseto Barbanella perde un pezzo di storia. Una storia lunga più trent’anni.
Mario Bernabini se n’è andato all’età di 73 anni, ha chiuso gli occhi nel suo letto come da ultimo desiderio. Accanto a lui, fino all’ultimo istante, la moglie Loriana e il figlio Fabio, oltre alla nuora Stefania e al nipotino Tommaso. In loro si ritrovano i sentimenti forti di una famiglia unita, anche nel momento del dolore. L’ultimo saluto è previsto questa mattina alle 10, con rito funebre presso la chiesa del cimitero di Sterpeto. Memoria e storia, invece, legheranno il nome di Mario Bernabini alla Nuova Grosseto Barbanella. «Ciao Mario, veglia e tifa per noi da lassù», scrivono i dirigenti della società. E sicuramente sarà così.
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