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Mare d’eccellenza ovunque ma ci sono due bollini rossi

Alfredo Faetti
Mare d’eccellenza ovunque ma ci sono due bollini rossi

Nel canale Solmine e alla foce della Gora delle Ferriere divieto di balneazione permanente: in altre otto zone non si può fare il bagno perché aree portuali

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A seconda del criterio preso in considerazione cambia la prospettiva sul mare della Maremma. Se guardiamo la qualità delle acque, le circa ottanta aree messe sotto la lente d’ingrandimento sono tutte eccellenti, fatta eccezione di quattro: due si fermano a “buone” e due hanno il divieto permanente di balneazione per motivi igienico sanitari. Ecco, i divieti di balneazione: da qui la prospettiva cambia, perché la provincia di Grosseto è la seconda a contarne di più lungo tutta la costa toscana.

Sono quattordici in tutto i punti in cui non è possibile fare il bagno.

Solo Livorno, che supera quota trenta, ne ha di più. Ma per quel che riguarda i lidi maremmani i divieti sono legati in particolar modo ai porti, fatta eccezione dei problemi cronici igenico-sanitari che riguardano i soliti due punti, nel Nord della provincia: il punto della Gora Ferriere a Follonica e il Canale Solmine a Scarlino. Il problema su questi due punti specifici è lampante nella tabella contenuta nel report dell’Arpat, in cui è pubblicato la lista delle aree dove sarà in vigore per l’estate 2020, il divieto di balneazione permanente.

In questa tabella a sinistra sono elencate le ottanta località balneari, mentre a destra la qualità, divisa in base al colore, che appare come un’infinita colonna verde, che incorona le acque del territorio come “eccellenti”. Non fosse, però, per quei due tasselli rossi, le due le aree in cui è interdetta la balneazione per motivi igienico-sanitari: una è a Scarlino ed è il canale Solmine; l’altra è a Follonica ed è la Foce Gora delle Ferriere. Ma volendo tornare a una prospettiva incoraggiante di quanto emerge dal report dell’agenzia regionale, rimane la soddisfazione della certificazione della qualità del nostro mare.

Quest’anno reso ancor più pulito, emerge dai monitoraggi dell’Arpat che hanno preso il via dall’inizio di maggio, per effetto del lockdown, che ha vietato buona parte del traffico marittimo.

Le situazioni estemporanee di maggior criticità, poi risolte, sono state collegate invece da eventi di maltempo registrati a valle, che i corsi d’acqua hanno poi portato, con tutti i detriti, fino al mare.

Ci sono poi altri undici zone dove vige il divieto di balneazione, tutte per la presenza di un’area portuale: e così non si può fare il bagno sul litorale del capoluogo, nell’area del porto di Marina; a Castiglione della Pescaia, nei porti di Castiglione e Punta Ala; a Follonica, nella zona porto-canale Foce Cervia; a Isola del Giglio nell’area dello scalo portuale; nei tre porti argentarini di Cala Galera, Porto Santo Stefano e Porto Ercole; e ancora a Orbetello, nella zona del porto di Talamone; a Scarlino al pontile Solmine e al porto della località scarlinese. Infine – caso a parte – c’è ancora Grosseto con Bocca d’Ombrone, che fa parte della lista delle zone con divieto di balneazione sotto la voce “altri motivi”, in quanto fa parte di un’area naturalistica protetta.—

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