Il Tirreno

Grosseto

Forza e unità contro il dolore Chissà cosa ne resterà domani

VANNA FRANCESCA BERTONCELLI
Forza e unità contro il dolore Chissà cosa ne resterà domani

Cantando l’inno dai balconi, indossando tutti le mascherine,  l’Italia ha mostrato una nuova voglia di socialità: solo temporanea? 

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passato e futuro

VANNA FRANCESCA

BERTONCELLI

Il 74° anniversario della Festa della Repubblica, si è svolto, per l’emergenza sanitaria, in modo diverso dagli anni passati ma non certo in tono minore.

Al Parco della Rimembranza, su quelle Mura che sono il monumento per eccellenza del capoluogo maremmano, la celebrazione si è svolta senza pubblico e il prefetto Fabio Marsilio, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose ha deposto la corona al Monumento dei Caduti. In un giugno dove il tempo è come sospeso, questa giornata acquista nella forma ma soprattutto nella sostanza un significato particolare. Questa festa è il simbolo del governo degli Italiani, del popolo italiano. Un popolo ancora oggi diviso da mille contrasti perché antropologicamente caratterizzato da un dissenso conflittuale tra persone o gruppi. Paradossalmente, il forzato distanziamento sociale ha favorito il bisogno di socializzazione manifestato dalle persone nei modi più diversi.

Con le mascherine tricolore a protezione dal contagio, gli italiani, durante il confinamento, dai balconi hanno teso le mani verso l’altro inneggiando all’unità nazionale. Non sappiamo se sia un’unità solo temporanea e motivata dalla paura del Covid che per mesi ci ha marcati stretti o se la pandemia stia contribuendo a modificare qualche cosa dentro di noi.

Abbiamo vissuto per mesi tra l’angoscia e la rimozione di un pericolo invisibile. Il virus. Ed è alla forza con la quale le persone hanno affrontato il dolore, la sofferenza e le difficoltà del momento che il prefetto ha improntato il suo discorso.

All’impegno degli operatori sanitari, delle forze dell’ordine e del volontariato. Ed al ricordo dei tanti, troppi morti. I nostri vecchi, quelli che hanno fatto la storia della Repubblica. La nostra storia. A loro, che sono la nostra memoria va un ricordo commosso.

Questa giornata simbolo ci deve vedere uniti nello spirito della Costituzione, legge fondamentale dello Stato Italiano. Uniti per ridare fiducia, speranza e voglia di impegnarsi ai cittadini per una crescita economica, culturale e sociale del nostro paese. Il referendum del 2 giugno 1946 a suffragio universale decide le sorti degli italiani. Tra la Monarchia e la Repubblica, vince anche se con un scarto minimo, la Repubblica. La res publica, la cosa di tutti, cioè lo Stato. Una data storica, da ricordare.

Ma è anche l’oggi, da vivere ed il domani da progettare. Un futuro affidato alla responsabilità di ogni cittadino. –



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