La manifestazione
Costretti a utilizzare vigilanti per evitare assembramenti
Il commissario Tortorella è già stato investito della questione: i balneari sono preoccupati per quello che può succedere di notte
FOLLONICA
Anche l’Associazione Stabilimenti Balneari di Follonica è preoccupata per il rischio che le spiagge follonichesi, nel corso delle notti estive, possano diventare pericolosi punti di aggregazione incontrollati. «Abbiamo già fatto presente la questione nel documento che abbiamo inoltrato al commissario prefettizio Alessandro Tortorella – conferma Alessandro Gandi, presidente dell’associazione dei balneari – c’è forte preoccupazione per quello che potrà succedere durante la notte nel nostro litorale. Uno dei punti del documento era proprio quello che chiedeva di poter mettere un po’ di regole relative al periodo notturno, molti stabilimenti balneari hanno un guardiano e riescono a sopperire ma altre strutture non ce l’hanno mentre non c’è proprio alcun controllo nelle spiagge libere. La questione rischia di diventare anche sanitaria, oltre agli eventuali danni alle strutture si aggiungono infatti le problematiche della pulizia e della sicurezza personale».
Il controllo notturno è sempre stato un fattore importante anche in passato ma in questa stagione rischia di diventare prioritario. «Nella spiaggia in concessione puoi intervenire di persona – continua Gandi – e fino a oggi credo che nessuno abbia mai mandato via due ragazzi che magari si appartavano qualche minuto di notte al chiaro di luna in spiaggia, adesso ci sono però situazioni più pesanti e quello che è successo all’Ausonia ne è una testimonianza diretta. Fra l’altro la notte la divisione fra spiaggia libera e in concessione spesso è sottile, in questo modo c’è il rischio di costringere tutti a mettere un vigilante privato in un periodo di crisi e difficoltà economica come questo. Speravamo che l’allarme Covid avesse risvegliato un po’ di senso civico ma è una speranza che mi sembra già tramontata, specialmente tra i giovani. Da parte nostra torniamo a chiedere al commissario un intervento preventivo, non vorremmo infatti dover subire restrizioni che possano magari provocare ulteriori ricadute economiche sulle aziende del turismo estivo». — m. n.
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