Lutto
Per 43 anni al fianco dei sindaci Il geometra Baricci in pensione
Ha iniziato nel settore dei lavori pubblici, poi ha dato vita al cantiere del Comune Sempre in prima linea, ha affrontato le emergenze: è stato nominato Cavaliere
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
Il geometra Massimo Baricci, 65 anni il prossimo 17 giugno, dopo 43 anni e un mese di servizio va in pensione, e per il Comune di Castiglione della Pescaia è sicuramente una grave perdita.
La famiglia Baricci in paese è conosciutissima, e Massimo all’interno dell’Ente con la sua carriera insuperabile è sempre stato considerato una colonna portante, l’uomo che risolve qualsiasi tipo di problema, a cui affidarsi senza remore con la massima fiducia.
Raccontare la storia di Baricci è anche attraversare un bel pezzo della crescita del comune castiglionese, e Massimo si può considerare a buon diritto una vera memoria storica del paese: «Detta così forse è eccessivo – ride Baricci, mentre con il suo sguardo penetrante ha già capito dove vogliamo andare a parare – ma è vero che dopo oltre quarant’anni di cose ne abbiamo fatte. Ci tengo subito a specificare un aspetto che mi preme sottolineare: nessun sindaco di nessuna giunta mi ha mai cambiato settore, e questo è uno dei tanti motivi d’orgoglio che mi porterò sempre con me». Baricci, per tutti i dipendenti solo il “capo”, entrò in Comune il 15 novembre del 1978 come geometra di 1° classe e già all’epoca il primo cittadino era lo stesso di oggi: Giancarlo Farnetani. Dopo si sono succeduti alla guida del Comune Dario Viti (90-92), il commissario prefettizio Marino Ciampi (92-93), poi Massimo Emiliani (93-96), ancora il commissario prefettizio Ennio Mario Sodano (96), Franco Roggiolani (96-2001), Monica Faenzi (2001-11) e ancora Farnetani (che il prossimo anno alla chiusura del suo mandato arriverà a 23 anni di servizio come primo cittadino).
Baricci ha iniziato nel settore dei lavori pubblici, poi nel 1994 fu trasferito allo Smep, il settore delle manutenzioni esterne, gestendo il servizio acquedotto e igiene urbana, e dando vita a quello che sarebbe diventato il nuovo cantiere comunale (prima di lui aveva iniziato Donato Di Pietro). Massimo considera proprio il cantiere una sua creatura: «Abbiamo avuto anche 90 dipendenti contemporaneamente – ricorda Baricci – e ho sempre creduto nell’efficienza dell’organizzazione comunale. Sono un fautore e sostenitore della gestione diretta da parte dell’amministrazione e il settore è sopravvissuto anche alla stagione delle esternalizzazioni dei servizi pubblici».
Baricci ha seguito la nascita del servizio degli scuolabus, la manutenzione delle strade e di tutte le opere pubbliche, insieme al ruolo nella Protezione civile con la qualifica di responsabile del settore, anche qui dando vita all’era moderna. Sempre a metà degli anni novanta è entrato nel comitato tecnico scientifico presso la Prefettura di Grosseto, ed è stato nominato Cavaliere dell’ordine della Repubblica per meriti, partecipando ai soccorsi del terremoto di Assisi.
Nel 2012 un’altra svolta importante con l’unione dei settori dei lavori pubblici, dello Smep e appunto della Protezione civile, sempre con Baricci titolare unico. Un uomo instancabile, un professionista integerrimo, capace di instaurare con i propri collaboratori un rapporto speciale. «Ho cercato di seguire il motto che avevo letto di Oriana Fallaci: “Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie… lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”. Ed è quello in cui ho sempre creduto – sottolinea Baricci – e a cui mi sono ispirato per affrontare le difficoltà. Negli anni abbiamo vissuto tutti i tipi di stagione. Iniziato progetti come la costruzione del palazzetto dello sport a Casa Mora, le scuole elementari e l’asilo alle Paduline, il serbatoio idrico a Vetulonia che ha risolto i problemi di approvvigionamento estivo, e ancora negli anni la darsena comunale, e più recentemente lo smontaggio delle cateratte del Ponte Giorgini insieme alla Regione Toscana e al Consorzio Bonifica, senza dimenticarsi delle illuminazioni nelle frazioni e dei due lungomare cittadini, l’accordo per realizzare la pista ciclabile e gli ampliamenti al cimitero del capoluogo, oltre alle normali manutenzioni».
Senza dimenticarsi che Baricci è stato in prima linea durante le alluvioni e nelle stagioni degli incendi, che hanno sconvolto Castiglione. E poi come non ricordare le frasi di Massimo (un vero decalogo di come si deve affrontare ogni evenienza e circostanza) e la sua camminata inconfondibile, che sono diventate un must nelle stanze e nei corridoi del palazzo comunale. «L’idea è stata quella di sbagliare il meno possibile e spero di aver dato il mio contribuito». — Enrico Giovannelli
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