Sicurezza
«La teledidattica? Mi ha dato una mano» E il domani è un circo
capalbio
Ghisola Papalini, 19 anni, originaria di Capalbio, ha vissuto a Grosseto nel periodo in cui ci sono state le lezioni, al Liceo scientifico sportivo. Una voce fuori dal coro, la sua, perché il lockdown le ha permesso di rientrare in famiglia e di riscoprire tante cose che vivendo fuori si era persa.
Il suo futuro è a Torino, all’Accademia di circo, dove resterà tre anni per prendere il diploma e, magari dopo andare all’università o, come dice, inventarsi un lavoro. «Ho vissuto bene la didattica a distanza – racconta – perché dopo anni passati a Grosseto, dove mi ero trasferita da sola per seguire meglio le lezioni, sono potuta rientrare nel mio paese di origine, a Capalbio. Dalla terza superiore, infatti, ho iniziato a studiare discipline aeree alla scuola di circo e gli orari mi hanno costretto a trasferirmi. Ora, il mio obiettivo è finire, lasciare il prima possibile la scuola e iniziare la mia nuova vita. Non ho sentito la mancanza della classe, perché a casa ho riscoperto la mia famiglia e le mie vecchie abitudini. La didattica a distanza mi ha consentito anche di studiare meglio. Soffro di una disturbo dell’apprendimento, una forma di dislessia che si riflette nella capacità di immagazzinare le informazioni e ricordarle. Gli ausili, come le lezioni registrate, sono state un miglioramento per me, perché potevo riascoltare le spiegazioni ogni volta che volevo. Forse anche per essermi allontanata prima del previsto dalla scuola, vivo questo il momento della maturità come una liberazione, né mi preoccupa come sarà, perché sono stanca e voglio finire alla svelta. Sono sicura che andrà meglio di come sarebbe stato in condizioni diverse, non solo per la modalità dell’esame in sé, ma anche perché da casa ho potuto studiato meglio e mi sento più preparata. Non ho troppa nostalgia della scuola, voglio solo partire per Torino. Sono sicura che lo studio là sarà più semplice degli anni di liceo a Grosseto». —
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