Gioco
«Che puzza di negro»: la frase choc di due ragazzini all’italiana dalla pelle scura
Marianna ha raccontato l’episodio su Facebook: condanna unanime da parte della comunità di Follonica
la denuncia
Marianna Spinetti ha 24 anni e da sempre vive a Follonica dove cresce i suoi due figli, una bambina di 6 anni e un maschio di 3. Marianna aveva un anno e mezzo quando con la sua famiglia, padre italiano e mamma originaria della Repubblica Dominicana, si è trasferita dall’Aquila nella città del Golfo e di questa città conosce pregi e difetti.
Non è un segreto: già in passato era successo che venisse presa di mira per il colore della pelle. Battute, scherzi o cattiverie gratuite, soprattutto da bambina. Situazioni che lei aveva sempre scelto di lasciarsi alle spalle, etichettandole come frutto dell’ignoranza, segno di una comunità che non aveva ancora avuto modo di relazionarsi con italiani dalla pelle scura. «Succedeva quando ero più piccola – dice – sono cresciuta in una città dove fino a pochi anni fa di stranieri se ne vedevano ben pochi e il diverso si poteva notare di più».
Domenica scorsa, però, Marianna ha deciso di rispondere e di denunciare quanto accaduto, perché sentire quell’insulto pronunciato dalla bocca di un ragazzo di appena quindici anni l’ha colpita profondamente. «Non accetto che un ragazzo di quell’età – dice Marianna – abbia una tale chiusura mentale e una tale ignoranza». Domenica, dopo un turno di nove ore nel ristorante sulla spiaggia dove lavora, Marianna ha deciso di fermarsi al negozio automatico sotto alla Torre Azzurra per prendere una bibita. Dietro di lei due ragazzini che entrano proprio mentre Marianna sta uscendo per montare in sella alla bici e tornare dai suoi figli. «Che puzza di negro» esordisce uno dei due aggiungendo: «Non ti lavi? ». «Di solito non rispondo mai – dice Marianna – ma ieri dopo tutte quelle ore di lavoro ho perso la pazienza e ho deciso di rispondere a tono. Gli ho detto: “Io sono uscita dal lavoro, non ero in giro come te”. È bastato questo per farcelo rimanere male, non si aspettava che rispondessi alla sua cattiveria con un accento identico al suo. L’ho spiazzato». Marianna ha raccontato la sua vicenda sulla pagina Facebook di Follonica: «Sono nata qui, mio padre è italiano e molti di voi conoscono lui e i miei figli – ha scritto – Ma anche se fossi stata senegalese, nigeriana o di qualsiasi altra nazionalità è davvero irrispettoso. Io vorrei che voi sapeste cosa fanno i vostri figli mentre sono in giro, come sono arroganti e irrispettosi. Saranno anche ragazzate e io di ragazzate in giro per Follonica ne ho fatte tante, con altrettanti dei vostri figli, ma non mi sono mai permessa di umiliare qualcuno che tra l’altro neanche conosco».
E Marianna ha concluso: «Non so chi siano i genitori di quei ragazzi ma fossi in loro sarei felice del fatto che hanno trovato me. Un’altra persona non so se avrebbe soltanto risposto». Il fatto che un ragazzino si sia sentito in diritto di offendere una donna ha suscitato molte polemiche sul social e il post ha visto più di cento commenti da parte degli utenti. «Non è accettabile che un ragazzo così giovane trovi necessario offendere qualcuno per il colore della sua pelle», dice Marianna. Una vicenda che lascia l’amaro in bocca proprio mentre negli Stati Uniti la protesta per l’omicidio di un afroamericano sta travolgendo piccole e grandi comunità che stanno riversando per strada la loro rabbia. —
giulia sili
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