Gioco
L’ultimo giorno tutti insieme? Dalle presidi un coro di no
Borelli, Bartolini e Rossi contrari alla proposta della viceministra Ascani «Stiamo facendo tanti sforzi per la sicurezza, sarebbe un rischio enorme»
follonica
L’ultimo giorno di scuola Enrico, il protagonista del libro Cuore, si commuove e piange sul petto del compagno. Era la fine del XIX secolo e il capitolo dell’addio è tutto un toccarsi, uno stingersi e un farsi festa: «Tutti s’affollarono intorno a Garrone, e addio Garrone, addio, a rivederci, e lì a toccarlo, a stringerlo». Da allora sono passati più o meno 140 anni ma nell’immaginario di tutti l’ultimo giorno di scuola si svolge in un modo molto simile a quello raccontato da De Amicis.
Ai tempi del Covid-19, però, tutto quel toccarsi, abbracciarsi e stringersi non potrebbe esserci, eppure, su proposta della viceministra del Miur, Anna Ascani, i ragazzi potrebbero incontrarsi davvero anche alla fine di questo travagliato anno scolastico. «Vorrei dare la possibilità agli studenti delle ultime classi di potersi incontrare a scuola, se possibile anche nella loro aula, per celebrare l’ultimo giorno dell’anno scolastico 2019-2020. In sicurezza, a piccoli gruppi» aveva affermato la ministra nei giorni scorsi.
Un’idea che non è piaciuta alle dirigenti scolastiche delle Colline Metallifere, in totale disaccordo con questa proposta. Il dibattito sulla scuola è però ampio come è ampia la fascia di età degli studenti. E se per i ragazzi più grandi è chiaro che la campanella suonerà come minimo a metà settembre, per i più piccoli c’è un piccola speranza di poter tornare a giocare con i compagni anche soltanto all’aperto. Nel Comune di Ivrea, in Piemonte, ad esempio, su indicazione dell’amministrazione comunale, sono stati riaperti i giardini delle scuole per dare modo a venti bimbi dai 3 ai 6 anni di tornare a scuola.
E anche a Follonica un genitore chiede che si faccia altrettanto: «La scuola d’infanzia di mio figlio ha il parco comunale dietro – dice Marco Colombo – Basta aprire un cancello e triplica lo spazio a disposizione per i bimbi. Aprire a giugno per un mese si può».
Una proposta che al momento nelle Colline Metallifere sembra di difficile applicazione anche se si stanno già organizzando campi estivi gestiti dalle cooperative. I bambini potranno essere iscritti e così potranno tornare a fare attività insieme ai compagni. Ma cosa dicono le dirigenti sulla possibilità di tornare a scuola per l’ultimo giorno dell’anno? Il Tirreno lo ha chiesto ad alcune delle dirigenti del territorio. «Non è possibile pensare per noi di aprire agli studenti l’ultimo giorno – dice Anna Rita Borelli, dirigente dell’Isis di Follonica – Stiamo preparando i collaboratori scolastici a seguire i protocolli di sicurezza per le pulizie. Stiamo provvedendo a sistemare le aule e gli spazi per gli esami di stato. I dirigenti scolastici hanno responsabilità molto pesanti e non ci sarebbe modo di organizzarsi per far mantenere il distanziamento sociale. È una proposta del tutto improponibile, che vorrebbe venire incontro ai bisogni dei ragazzi, ma che non è realizzabile da nessun punto di vista».
La dirigente dell’istituto comprensivo Leopoldo II di Lorena afferma di attenersi alla normativa vigente che al momento non predispone aperture e in generale le dirigenti sembrano essere tutte più o meno sulla stessa linea: «Io non sono d’accordo sul rivedersi l’ultimo giorno – afferma la dirigente dell’istituto comprensivo Bernardino Lotti di Massa Marittima, Marta Bartolini – Abbiamo fatto tanti sacrifici per mesi, mettendo in campo energie e risorse di ogni tipo per cercare di tutelare la salute pubblica, stiamo diventando matti per organizzare gli esami di stato in presenza rispettando pedissequamente i protocolli di sicurezza giustamente e necessariamente previsti dal comitato tecnico scientifico, protocolli che sono molto dettagliati e molto stringente, e poi si deve rischiare di mandare all’aria il lavoro, il sacrificio e anche le notti insonni di tante persone per rivedersi un giorno? Sarebbe l’ennesima responsabilità anche penale relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro – prosegue Bartolini – addossata sulle spalle dei dirigenti scolastici. Sono totalmente contraria e per evitare assembramenti nei giorni degli esami ho chiesto l’ausilio di carabinieri e polizia municipale».
E anche la dirigente dell’istituto comprensivo Don Curzio Breschi di Massa Marittima, Marcella Rossi, si dice contraria: «Per dare un contentino si pensa di tornare a scuola per un solo giorno – dice – Abbiamo fatto tanti sforzi e sofferto tanto. Per l’ultimo giorno abbiamo le piattaforme per cui ci salutiamo, cantiamo le canzoni insieme e ci facciamo un applauso reciproco. Ci possiamo vedere così – conclude – È la cosa migliore». —
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