Il Tirreno

Grosseto

scuola 

L’ultimo giorno tutti insieme? Dalle presidi un coro di no

Giulia Sili
L’ultimo giorno tutti insieme? Dalle presidi un coro di no

Borelli, Bartolini e Rossi contrari alla proposta della viceministra Ascani «Stiamo facendo tanti sforzi per la sicurezza, sarebbe un rischio enorme»

4 MINUTI DI LETTURA





follonica

L’ultimo giorno di scuola Enrico, il protagonista del libro Cuore, si commuove e piange sul petto del compagno. Era la fine del XIX secolo e il capitolo dell’addio è tutto un toccarsi, uno stingersi e un farsi festa: «Tutti s’affollarono intorno a Garrone, e addio Garrone, addio, a rivederci, e lì a toccarlo, a stringerlo». Da allora sono passati più o meno 140 anni ma nell’immaginario di tutti l’ultimo giorno di scuola si svolge in un modo molto simile a quello raccontato da De Amicis.

Ai tempi del Covid-19, però, tutto quel toccarsi, abbracciarsi e stringersi non potrebbe esserci, eppure, su proposta della viceministra del Miur, Anna Ascani, i ragazzi potrebbero incontrarsi davvero anche alla fine di questo travagliato anno scolastico. «Vorrei dare la possibilità agli studenti delle ultime classi di potersi incontrare a scuola, se possibile anche nella loro aula, per celebrare l’ultimo giorno dell’anno scolastico 2019-2020. In sicurezza, a piccoli gruppi» aveva affermato la ministra nei giorni scorsi.

Un’idea che non è piaciuta alle dirigenti scolastiche delle Colline Metallifere, in totale disaccordo con questa proposta. Il dibattito sulla scuola è però ampio come è ampia la fascia di età degli studenti. E se per i ragazzi più grandi è chiaro che la campanella suonerà come minimo a metà settembre, per i più piccoli c’è un piccola speranza di poter tornare a giocare con i compagni anche soltanto all’aperto. Nel Comune di Ivrea, in Piemonte, ad esempio, su indicazione dell’amministrazione comunale, sono stati riaperti i giardini delle scuole per dare modo a venti bimbi dai 3 ai 6 anni di tornare a scuola.

E anche a Follonica un genitore chiede che si faccia altrettanto: «La scuola d’infanzia di mio figlio ha il parco comunale dietro – dice Marco Colombo – Basta aprire un cancello e triplica lo spazio a disposizione per i bimbi. Aprire a giugno per un mese si può».

Una proposta che al momento nelle Colline Metallifere sembra di difficile applicazione anche se si stanno già organizzando campi estivi gestiti dalle cooperative. I bambini potranno essere iscritti e così potranno tornare a fare attività insieme ai compagni. Ma cosa dicono le dirigenti sulla possibilità di tornare a scuola per l’ultimo giorno dell’anno? Il Tirreno lo ha chiesto ad alcune delle dirigenti del territorio. «Non è possibile pensare per noi di aprire agli studenti l’ultimo giorno – dice Anna Rita Borelli, dirigente dell’Isis di Follonica – Stiamo preparando i collaboratori scolastici a seguire i protocolli di sicurezza per le pulizie. Stiamo provvedendo a sistemare le aule e gli spazi per gli esami di stato. I dirigenti scolastici hanno responsabilità molto pesanti e non ci sarebbe modo di organizzarsi per far mantenere il distanziamento sociale. È una proposta del tutto improponibile, che vorrebbe venire incontro ai bisogni dei ragazzi, ma che non è realizzabile da nessun punto di vista».

La dirigente dell’istituto comprensivo Leopoldo II di Lorena afferma di attenersi alla normativa vigente che al momento non predispone aperture e in generale le dirigenti sembrano essere tutte più o meno sulla stessa linea: «Io non sono d’accordo sul rivedersi l’ultimo giorno – afferma la dirigente dell’istituto comprensivo Bernardino Lotti di Massa Marittima, Marta Bartolini – Abbiamo fatto tanti sacrifici per mesi, mettendo in campo energie e risorse di ogni tipo per cercare di tutelare la salute pubblica, stiamo diventando matti per organizzare gli esami di stato in presenza rispettando pedissequamente i protocolli di sicurezza giustamente e necessariamente previsti dal comitato tecnico scientifico, protocolli che sono molto dettagliati e molto stringente, e poi si deve rischiare di mandare all’aria il lavoro, il sacrificio e anche le notti insonni di tante persone per rivedersi un giorno? Sarebbe l’ennesima responsabilità anche penale relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro – prosegue Bartolini – addossata sulle spalle dei dirigenti scolastici. Sono totalmente contraria e per evitare assembramenti nei giorni degli esami ho chiesto l’ausilio di carabinieri e polizia municipale».

E anche la dirigente dell’istituto comprensivo Don Curzio Breschi di Massa Marittima, Marcella Rossi, si dice contraria: «Per dare un contentino si pensa di tornare a scuola per un solo giorno – dice – Abbiamo fatto tanti sforzi e sofferto tanto. Per l’ultimo giorno abbiamo le piattaforme per cui ci salutiamo, cantiamo le canzoni insieme e ci facciamo un applauso reciproco. Ci possiamo vedere così – conclude – È la cosa migliore». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web