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Municipale, organici ridotti. Il medico lascia venticinque a casa

Francesca Ferri
Municipale, organici ridotti. Il medico lascia venticinque a casa

Grosseto. Per patologie pregresse, il 30% degli agenti è costretto a non poter lavorare. L’assessore: «Situazione difficile»

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GROSSETO. Nel periodo in cui i controlli sul territorio sono più che mai impegnativi e richiedono un surplus di energia, per verificare il rispetto delle norme contro il coronavirus, il corpo di polizia municipale di Grosseto si ritrova con il 30 per cento tra agenti e amministrativi costretti a casa. Il motivo? «Sono persone alle quali, per loro patologie pregresse, il medico del lavoro ha ritenuto opportuno che stiano a casa per metterle al riparo da un eventuale contagio», spiega l’assessore alla Polizia municipale Fausto Turbanti. Nei numeri, su 84 tra agenti e amministrativi, 25 al momento sono a casa per questo motivo.

«Il lavoro dell’agente di polizia municipale è un lavoro che va fatto “in presenza” – spiega Turbanti – e non si può fare davanti a un computer a casa. I nostri agenti hanno anche chiesto la visita medica per poter rientrare al lavoro, per non dover stare a casa. Ma il medico del lavoro ha ritenuto di fare così».

Cosa significa lavorare con questi numeri è facilmente intuibile: finché vigeva l’obbligo di isolamento a casa, per lo meno di gente in giro ce n’era pochissima e quindi era anche più bassa la possibilità di incidenti stradali e altre situazioni che richiedono l’intervento della Municipale.

Ma da quando la città è tornata a rianimarsi, i carichi di lavoro sono tornati quelli di sempre, con in più tutta l’attività aggiuntiva derivata dai controlli legati al coronavirus.

«La situazione è difficile – dice Turbanti – ma non si tratta solo di Grosseto. Tutti i Comuni in tutta Italia si trovano ad affrontare questo problema». Un problema difficile da risolvere, per lo meno in tempi brevi. «Non abbiamo graduatorie da cui attingere gli stagionali – dice Turbanti – e comunque, se anche potessimo, la situazione economica dei Municipi, in questo periodo, non permette nuove assunzioni».
 

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