Il Tirreno

Grosseto

Noxerior superstar Conquista il mercato estero dei generatori di ossigeno medicale

Massimiliano Frascino
Noxerior superstar Conquista il mercato estero dei generatori di ossigeno medicale

Nel 2020 ne ha già prodotti 135, il 90% per il coronavirus  E intanto si è trasferita in una nuova sede con spazi triplicati

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«Nemo propheta in patria». È un classico ma fa male. In questo caso a soffrire è l’azienda grossetana Noxerior srl, realtà elettromeccanica hi-tech nata a Grosseto nel 1973 e oggi parte integrante del gruppo francese Novair, per il quale produce su proprio brevetto generatori modulari di azoto e ossigeno unici al mondo per prestazioni e adattabilità logistica. Tanto che quest’anno, complice la pandemia da Sars-Covid-2, nelle ultime otto settimane ha visto schizzare i propri ordini di generatori di ossigeno medicale a +85%. «Dall’inizio dell’anno – sottolinea Federico Guidarelli, giovane general manager dell’azienda – ne abbiamo già prodotte 135 unità, il 90% delle quali per l’emergenza coronavirus. In pratica quanto basta a garantire ossigeno a oltre 2mila posti letto di terapia intensiva in giro per il mondo. Fra ospedali, ospedali da campo e cliniche private, da Dubai all’Indonesia, dalla Russia al Sudamerica». Trentadue di queste macchine, ad esempio, sono state recentemente acquisite dal Paraguay, per fornire ossigeno a più di mille posti letto nelle terapie intensive della rete ospedaliera nazionale. Un protagonismo testimoniato dalla presenza di Noxerior in 130 nazioni del mondo, con oltre 1.200 apparati installati solo nel settore medicale.

Al successo sul mercato mondiale dell’azienda grossetana però fa da contraltare la sua inspiegabile irrilevanza sul mercato interno. «Gli ospedali italiani – argomenta Guidarelli – usano da sempre le bombole d’ossigeno o comunque sistemi criogenici. Ma utilizzare i generatori costituirebbe un salto di qualità nell’efficienza e nella sicurezza, oltre a garantire un risparmio economico: il nostro generatore base costa da 16 a 20mila euro e produce 2, 5 normal metri cubi d’ossigeno all’ora con una purezza del 95%, mentre per la stessa prestazione servono circa 100mila euro l’anno di ossigeno in bombole. Per non parlare dei vantaggi in termini di sicurezza (niente alta pressione, niente rischio di esplosioni) e impatto green (taglio al trasporto su gomma). Insomma, i plus sono davvero tanti: alle aziende sanitarie, agli enti di protezione civile e alle istituzioni chiediamo solo di metterci alla prova».

In attesa di vedere l’effetto che fa il sasso lanciato nel piccolo stagno italiano, l’azienda di via Genova guarda avanti forte dei propri prodotti, dei cinque brevetti internazionali e della decina di certificazioni di qualità. Risale infatti al 4 maggio il trasferimento nella nuova sede, che ha triplicato gli spazi dedicati a produzione, 1.650 mq, uffici e show room, 850 mq.

Attualmente l’impresa ha 21 dipendenti e un fatturato (2019) di 4 milioni e 300mila euro. «Nei primi cinque mesi di quest’anno – spiega la responsabile commerciale, Laura Ammiraglia – abbiamo già superato il fatturato dello scorso anno con un incremento del 187% rispetto alla normale produzione a regime. Il nostro corebusiness, al di là del contingente boom del medicale, è infatti la produzione di generatori di ossigeno e azoto per usi industriali e alimentari. Con applicazioni nella chimica, chimico-farmaceutica, metallurgia, trattamento acque, taglio laser di metalli, trattamenti termici, produzione di microchips, oil & gas, oltre ad alimentare e medicale». L’obiettivo dell’azienda, non a caso, è di raggiungere i 30 addetti entro un paio d’anni.

«Il trasferimento nella nuova sede – conclude Guidarelli – si è reso necessario perché abbiamo buone prospettive di crescita. A questo proposito desidero ringraziare, anche a nome della casa madre Novair, tutti i nostri dipendenti. Dalla produzione sempre in prima linea anche durante il boom della pandemia a chi ha lavorato in smart-working ottenendo risultati a dir poco eccellenti. Come il reparto commerciale e chi ha permesso all’azienda di non fermarsi mai, fornendo un servizio sempre di alta qualità come ufficio tecnico, amministrazione e logistica. Uno dei motivi di orgoglio, poi, sta nel fatto che per le subforniture del nostro ciclo produttivo ci rivolgiamo ad aziende maremmane come Tosti e Comef, mentre stiamo ragionando con Elmu. Anche per la realizzazione della nuova sede e il progetto del layout interno dei nuovi uffici, ci siamo avvalsi della giovane architetta grossetana Francesca Mazzini». —



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