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Il difensore civico al Comune: «Sul biogas dia delle risposte»
grosseto
Il difensore civico della Toscana invita il Comune di Grosseto a rispondere all’opposizione che nei giorni scorsi ha presentato un’istanza per chiedere di convocare la 4ª Commissione consiliare per approfondire e discutere le tematiche relative agli otto impianti a biogas presenti nel territorio comunale.
La battaglia è quella che da anni viene portata avanti dal Comitato aria pulita di Matteo Della Negra e dal Forum ambientalista di Roberto Barocci, e che è culminata il 21 maggio in un esposto in Procura su un’ipotesi di inquinamento delle falde. Comitato e Forum hanno fatto analizzare l’acqua intorno alla città dove sorgono impianti e chiedono ai magistrati di individuare i responsabili dell’inquinamento. Non solo.
È rimasta senza risposta anche la domanda di accesso ai dati che il sindaco ha citato l’anno scorso quando, dopo molti episodi di cattivi odori, per i quali furono chiamati in causa gli impianti a biogas intorno alla città, rispose: «Rassicuriamo pubblicamente i cittadini sulla corrispondenza tra norme esistenti e gestione degli impianti». Ebbene, il Comitato non ha mai avuto accesso ai risultati delle analisi, pur avendoli chiesti più volte. Queste richieste sono state raccolte dai consiglieri Gianluigi Perruzza, Francesca Amore, Daniela Lembo, Antonella Pisani (M5S), Carlo De Martis, Marilena Del Santo (Lista Mascagni sindaco), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (Pd) e Rinaldo Carlicchi (Italia Viva): cosa ha fatto fino ad ora l’amministrazione comunale sugli impianti a biogas? Quali controlli e quali interventi ha eseguito? E quali sono stati i risultati? Queste le domande che assillano l’opposizione e tanti cittadini arrivate al difensore civico Sandro Vannini, che il 26 maggio ha scritto una Pec con oggetto: «Richiesta informazioni relative all'inquinamento delle falde acquifere e impianti a biogas»: «In riferimento a quanto apparso sull’edizione di Grosseto del quotidiano Il Tirreno del 22/5, gradirei che la cittadinanza fosse informata dello stato delle cose, come invocato da più parti», scrive Vannini. Nessun obbligo, certo, ma evidentemente un sollecito che ha il suo peso. — f.f.
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