Italia
Ambulatori ancora chiusi, il sindaco vuole risposte
Fiora Bonelli / castel del piano
Ospedale di Castel del Piano: chiusi ancora per emergenza coronavirus gli ambulatori degli specialisti e ferma la possibilità di prenotare esami strumentali ed analisi. Il sindaco Michele Bartalini denuncia la situazione e auspica che la cosa si sblocchi quanto prima per restituire alla comunità, e a chi proviene dagli altri comuni dell’Unione Amiata grossetana, i servizi indispensabili.
«L’ospedale di Castel del Piano è fermo – sbotta Bartalini – e diversamente da altri nosocomi, che hanno riaperto con tutte le precauzioni del caso, da noi non è possibile usufruire di alcun servizio. Fermi gli esami strumentali, le analisi e chiusi gli ambulatori degli specialisti. Perché l’Asl non si sta muovendo per riaprire questi percorsi come mi era stato personalmente promesso dalla dottoressa Monica Calamai, direttrice della rete ospedaliera Usl Toscana sud est? Credo che sarebbe possibile, all’ospedale, mettere tutto in sicurezza. L’azienda ci deve delle risposte e l’immediata riapertura di percorsi indispensabili per la salute».
L’ospedale di Castel del Piano è da tempo all’attenzione dell’amministrazione comunale, ma anche dei cittadini, del sindacato Usb e delle forze politiche. Pesa e mette in allarme l’inspiegabile freno alla riapertura di medicina, un reparto con quattordici letti già pronti, ristrutturato di recente, ma a cui è stata tolta anche la scritta che indicava quella parte come reparto di medicina.
Sulla questione durissimo è stato, poco prima dell’era Covid, l’intervento dell’Usb e poi di Forza Italia. Più concilianti i toni del Pd, comunque critici.
Che vi siano preoccupazioni forti da parte dell’amministrazione si vide già dalla reazione del sindaco alla delibera 1454 del 30 dicembre 2019, che tracciava il quadro della “rimodulazione organizzativa delle strutture organizzative di natura sanitaria”. Non essendoci per l’Amiata migliorie di alcun tipo, Bartalini si era rivolto ai vertici aziendali facendo presente che l’ospedale di Castel del Piano possiede un reparto già pronto di medicina, di cui nella delibera non si fa menzione. E poi neppure si digeriva che il laboratorio analisi fosse ridotto a una succursale di Massa Marittima. Paura anche per il settore trasfusionale, la chirurgia generale e le attività endoscopiche digestive. E neppure un cenno, in quella delibera, sulla medicina riabilitativa che secondo il sindaco avrebbe potuto alleggerire il lavoro di altri ospedali.
Il dibattito Comune - Asl si è poi interrotto per l’emergenza coronavirus e i sindacalisti di Usb furono costretti, per gli stessi motivi, a rimandare a data da destinarsi la manifestazione organizzata a sostegno dell’ospedale. Le ragioni della manifestazione (che verrà fatta appena possibile) sono le stesse stigmatizzate dal sindaco. L’azienda recentemente ha osservato che il «glorioso presidio di Castel del Piano che aveva 170 posti letto appartiene alla preistoria» e ha detto che sono stati fatti investimenti e nessuna riduzione di personale. Parole che non convincono più nessuno, né il Comune, né il sindacato e nemmeno i partiti. «A fronte di tutto questo, il ritardo nella riapertura non è un buon segno e ne chiediamo conto», dice il sindaco. —
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