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Occhio a dove lasci la bici: se la leghi alla fioriera rischi che venga rimossa

Enrico Pizzi
Occhio a dove lasci la bici: se la leghi alla fioriera rischi che venga rimossa

Il consiglio comunale approva modifiche al regolamento di polizia urbana: aumentano così i casi in cui il mezzo può essere portato via

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Grosseto. Viaggiate in bicicletta, ma occhio a dove la lasciate, perché la rimozione delle due ruote è in agguato e, con le modifiche al regolamento di polizia urbana, approvate ieri in consiglio comunale, aumentano i casi in cui la rimozione forzata è prevista.

Se, prima, infatti, potevano essere rimosse le biciclette fissate a fabbricati e a pali di segnaletica o pubblicitari, adesso possono essere rimosse anche quelle legate a barriere di protezione dei monumenti, a pluviali e condutture del metano, a manufatti e a fioriere. In compenso, le rastrelliere, già scarse, non sono state aumentate se non nelle previsioni degli interventi pensati dal Nucleo Fenice, l’organismo proposto dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna con cui sono state progettate molte iniziative di ripresa per la Fase due dell’emergenza sanitaria.

Nel regolamento si introduce, poi, l’obbligo di manutenzione degli edifici da parte dei proprietari per salvaguardare il decoro della città, evitare l’occupazione abusiva di edifici e situazioni di pericolo.

Norma importante, salvo che la sanzione – ha fatto notare il capogruppo della Lista Mascagni Sindaco, il consigliere Carlo De Martis – la sanzione è di appena 50 euro. «Anche volendola condividere - ha detto – è un’operazione spot fine a se stessa».

Ma il punto più delicato è quello che riguarda il cosiddetto “daspo urbano”. De Martis ha sollevato un problema di illegittimità strutturale delle norme per come sono state impostate, perché il Comune interviene sulla libertà personale che è tutelata dalla Costituzione e può intervenire solo nel quadro di ciò che consente il legislatore nazionale.

La normativa nazionale era nata con il ministro Marco Minniti e consentiva ai Comuni un ordine di allontanamento per 48 ore di soggetti che creassero problemi in infrastrutture come le stazioni.

Successivamente, con il ministro Matteo Salvini, era stata integrata per l’allontanamento di parcheggiatori abusivi, commercianti abusivi, persone ubriache o che commettano atti contrari alla decenza.

Per il consigliere De Martis l’Amministrazione comunale dovrebbe limitarsi a vigilare, in tal senso, su aree circoscritte, come presidi sanitari, scuole, musei, parchi archeologici, luoghi della cultura, mercati, e Grosseto lo fa, per esempio, individuando aree come il parco via Giotto, il parco dell’Ombrone, la cittadella dello Studente, ma non potrebbe esercitare questa facoltà su un intero quartiere, come il centro storico o l’area compresa tra la stazione, via Mameli e via Buozzi. —
 

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