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Metalli in acqua, Ombrone ok Problemi per Bruna e Pecora

Gabriele Baldanzi/
Metalli in acqua, Ombrone ok Problemi per Bruna e Pecora

L’81% dei punti monitorati dall’azienda in fiumi e torrenti è in buone condizioni Tracce chimiche provengono dai drenaggi di vecchie miniere non più in uso

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Arpat ha tracciato il bilancio dello stato di salute dei fiumi maremmani. Bene l’Ombrone, problemi per Bruna e Pecora, dove ci sono concentrazioni di metalli pesanti superiori alla norma.

Più che novità sono conferme: alcuni fiumi del nord della provincia di Grosseto sono inquinati da metalli pesanti. A tracciare un quadro della salute dei corsi d’acqua toscani è Arpat nel suo rapporto 2016-2018 diffuso sul sito.

I report sono basati su campionamenti che prendono in considerazione parametri diversi: lo stato ecologico, cioè la presenza di elementi che attestano la qualità biologica come macroinvertebrati e diatomee, e lo stato chimico, cioè la presenza di elementi chimici potenzialmente dannosi per la salute umana.

La notizia positiva è che, in provincia di Grosseto, l’83% dei punti monitorati, per un totale di 31 siti analizzati, raggiunge, per lo stato chimico, la classificazione di “buono”.

Per 6 punti invece è scattato lo status di “non buono”.

Il fiume Bruna, nella sua parte a monte, presenta valori fuori norma di nichel e cadmio, nella sua parte intermedia valori fuori limite solo per il cadmio.

La presenza di queste sostanze può essere spiegata dal fatto che il fiume riceve lungo il suo corso acque provenienti dai drenaggi di gallerie di vecchie miniere non più in uso.

La qualità ecologica, invece, è sufficiente sull’intero bacino del Bruna, tranne in un punto: nel corpo idrico chiamato Follonica in cui lo stato ecologico è scarso per il risultato della componente di macroinvertebrati.

Il torrente Follonica riceve le acque reflue del depuratore di Ribolla, circa un chilometro e mezzo più a monte del punto di monitoraggio.

All’epoca dei rilevamenti riceveva anche acque nere dall’abitato di Ribolla per uno sversamento individuato da Arpat e poi segnalato alle autorità competenti.

Sempre restando nella parte settentrionale della provincia di Grosseto, il fiume Pecora sta bene dal punto di vista chimico nella parte a monte, ma nella parte a valle presenta dei fuori norma di mercurio. Il mercurio è presente, oltre i limiti di sicurezza, anche nell’Allacciante di Scarlino, corso d’acqua che peraltro scorre, per un lungo tratto, a poca distanza dal Pecora.

L’Allacciante, che riceve le acque reflue del depuratore di Bagno di Gavorrano nonché acque di drenaggio di miniera di Gavorrano, presenta anche indici biologici critici per macroinvertebrati e diatomee, che ne determinano uno stato ecologico scarso.

Buone notizie, infine, per il fiume più importante della Maremma, l’Ombrone, che attraversa le pendici dell’Amiata e Grosseto. Non presenta criticità dal punto di vista chimico e anzi migliora rispetto al passato: lo stato ecologico nel punto di campionamento Ombrone grossetano, vicino a Cinigiano, passa a “buono” rispetto allo status di “sufficiente” che aveva ottenuto nel triennio 2013-2015. In conclusione, i principali corsi d’acqua del territorio grossetano, monitorati per la valutazione dello stato ecologico e chimico e per l’individuazione di eventuali criticità, non pregiudicano il raggiungimento dell’obiettivo ambientale fissato dalla Direttiva Quadro 2000/60/UE sul monitoraggio dei corpi idrici in Toscana. —

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