La protesta
Manovra da 2 milioni e mezzo in attesa dei fondi del governo
grosseto
I numeri della manovra con cui il comune di Grosseto accompagna la Fase due dell’emergenza coronavirus erano già noti, prima che si parlasse dei 38 milioni che sarebbero il risultato del lavoro del Nucleo Fenice. Il consiglio comunale, ieri, ha sancito che le risorse provenienti dal bilancio del Comune, per sostenere la ripresa, ma anche per mettere in sicurezza i conti dell’ente, ammontano a circa 2 milioni e 600mila euro, più – a quanto pare – un milione di euro di un “fondo Tari” destinato a abbattere la tassa sui rifiuti per le imprese messe in difficoltà dall’emergenza Coronavirus. Per il resto – è stato precisato dall’amministrazione – non di “manovra” si tratta, ma – hanno sottolineato le opposizioni – di fondi che arrivano dallo Stato o dalla Regione, di opere pubbliche già previste nel piano annuale e già finanziate a prescindere dall’emergenza, e di iniziative che, in qualche maniera, sono state economicamente quantificate, come i 15 milioni di euro del valore del fatturato annuo delle concessioni balneari estese fino al 2033, o il milione di euro del mercato settimanale che è stato riaperto.
La variazione approvata ieri in consiglio comunale consta di 2 milioni e 256mila euro che sono stati recuperati principalmente attraverso la rinegoziazione di 155 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, e che, aggiunti al fondo di riserva di circa 363mila euro già esistente, portano la disponibilità diretta dell’ente, per sostenere la ripresa, a circa 2 milioni e 600mila euro. Come ha spiegato l’assessore Giacomo Cerboni, la manovra serve a mettere in sicurezza le entrate a rischio, ma anche a coprire, per 700mila euro, l’azzeramento del Cosap, il canone per l’occupazione del suolo pubblico che almeno in parte dovrebbe trovare una copertura governativa. Altre risorse, poi, provengono da un lavoro di verifica di ogni voce di entrata e di spesa. Il capogruppo della Lista Mascagni, Carlo De Martis ha messo in evidenza tagli su voci che avrebbero meritato di restare in bilancio: 6mila euro per il turismo, 36mila euro per il mondo economico e 20mila euro per il Museo archeologico. Nella variazione di bilancio, poi, c’è anche un’entrata in più di 257mila euro dagli utili del Fiora e, di contro, una maggiore spesa di oltre 200mila euro per il trasporto pubblico, richiesti dalla Regione Toscana sulla base di un accordo Stato-Regioni. «Sulle altre destinazioni del fondo di riserva – ha detto l’assessore Cerboni – si attende il monitoraggio del bilancio comunale e la quantificazione delle risorse stanziate dal governo che arriveranno non prima di metà giugno, per capire se oltre alle risorse comunali possiamo contare su un aiuto statale che ad oggi è ancora solo a parole». Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, il consiglio ha approvato lo slittamento al 14 novembre, insieme alla seconda rata, della scadenza del primo versamento per il periodo 15 marzo – 30 giugno la cui scadenza sarebbe stata il 30 luglio. –
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