Italia
«Via i tavoli per evitare assembramenti»
Il Pci tuona contro le minacce di un agente della municipale: lo spazio sarà affidato al gestore del bar che potrà vigilare
MASSA MARITTIMA
Un attacco, senza mai fare il suo nome, a un agente della polizia municipale che avrebbe minacciato di far togliere i tavolini e le panche che si trovano di fronte alla caffetteria in di piazza Diaz. L’episodio è stato segnalato dalla segreteria del Pci al sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini. «Il periodo appena passato è stato senz’altro difficile sotto molti aspetti ed ha coinvolto anche emotivamente le persone – scrive la segreteria del Pci Colline Metallifere - Ci sono arrivate però alcune segnalazione riguarda i tavoli nella piazzetta di fronte alla caffetteria di corso Diaz, dove il vigile avrebbe sollecitato la loro rimozione in quanto possibile causa di assembramenti: generalmente sarebbe opportuno educare e poi eventualmente reprimere se non vengono osservate le disposizioni in materia di distanziamento sociale o assembramenti, invece sembra si preferisca agire in modo anomalo sgombrando la piazzetta in un momento in cui la fase più critica sembra superata e vi è la necessità di tornare progressivamente alla normalità. Lo smantellamento di quei tavoli significherebbe ancora togliere riferimenti e danneggiare le poche attività presenti in Città Nuova». Gli assembramenti su quei tavoli sono confermati dal primo cittadino. «Sono dei tavoli pubblici davanti ad un esercizio rimasto aperto durante il lockdown - spiega il sindaco - Purtroppo in quella zona le regole non sono sempre state rispettate, adesso cercheremo di risolvere visto che il locale probabilmente chiederà in gestione quello spazio che gli verrà concesso volentieri, a quel punto sarà suo compito evitare gli assembramenti».
La seconda segnalazione del Pci riguarda il medesimo agente ed è relativa ad una multa arrivata, senza contestazione immediata, a una persona che secondo il partito comunista stava assolvendo ad un compito consentito dalle ordinanze, con le misure che «devono essere appropriate per evitare che lo stato di emergenza diventi uno stato di polizia facendo prevalere il buon senso».
«Senza sapere chi siano l’agente e l'episodio in questione il contraddittorio è complicato – spiega invece Adriano Innocenti, capo della polizia locale – è stato un periodo nel quale le norme sono state per tutti di difficile interpretazione, per noi e per il cittadino. Con la pratica delle autocertificazioni spesso è difficile poter operare una contestazione immediata ma bisogna verificare la veridicità di quanto dichiarato; presumo che la questione riguardi una persona che ha usato l’auto per portare a spasso il cane, pratica vietata dalle norme che erano in vigore. In ogni caso non siamo in uno stato di polizia, ci sono delle norme nell’interesse della salute pubblica che cerchiamo di far rispettare: un ricorso è sempre possibile e in caso di verbale non corretto nella forma o nella sostanza il cittadino vedrà sicuramente soddisfatte le proprie ragioni». — Michele Nannini
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