Gioco
I 38 milioni del Comune? Il copia incolla di un piano di manovre già annunciate
Il segretario del Pd Leonardo Culicchi contesta il piano comunicato dal sindaco con gli aiuti per le aziende e lo ricalcola in 1,7 milioni di euro
la critica
enrico pizzi
«Nella spasmodica ricerca di essere riconosciuto come il primo sindaco d’Italia, l’enfasi con la quale Vivarelli Colonna ha gettato un sasso da 38 milioni nello stagno ha minato la credibilità di un lavoro nel quale tanti avevano messo il proprio impegno e le proprie energie».
Il segretario del Partito Democratico di Grosseto Leonardo Culicchi contesta i contenuti della manovra economica così come è stata presentata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e sottolinea che, così facendo, il primo cittadino ha svilito proprio il grande e partecipato lavoro fatto dal Nucleo Fenice.
Il valore degli interventi annunciati dal sindaco Vivarelli Colonna – 38 milioni di euro – come interventi di accompagnamento alla fuoriuscita dalla crisi determinata dall’emergenza Covid-19, è un valore che comprende somme ingenti, che nulla hanno a che vedere – secondo Culicchi – con le iniziative del Nucleo Fenice o che mettono sul tavolo lavori pubblici che già comparivano, in taluni casi da anni, nel piano delle opere pubbliche.
A conti fatti, secondo Culicchi, leggendo il documento conclusivo, si riconoscono solo due linee di finanziamento che il Comune ha messo in campo: un milione di euro per costituire il fondo Tari e 700mila euro per il mancato introito del Cosap.
Si tratta di somme – sottolinea Culicchi – che verranno verosimilmente prelevate dal fondo di riserva che il Comune incrementerà di 2 milioni e 200mila euro nella manovra che verrà deliberata dal consiglio comunale di lunedì, una somma che deriva principalmente dalla rinegoziazione dei mutui concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti e da risparmi nell’erogazione dei servizi scolastici sospesi con l’emergenza Coronavirus.
Il segretario del Pd spiega anche che «l’azzeramento del Cosap non è una decisione del Comune ma una scelta fatta dal governo e i Comuni riceveranno, almeno in parte, il rimborso dei mancati introiti» A proposito delle misure presentate dal sindaco, Culicchi parla di «copia incolla di un piano di manovre già annunciate, che rappresentano l’ordinaria attività amministrativa e la proclamazione di investimenti che hanno fatto o faranno altri, si è persa l’occasione di ottenere quel riconoscimento politico unitario e quel sostegno della città necessario per dare impulso alla ripartenza». Toccherà ai consiglieri comunale dimostrare, analizzando i documenti, la strumentalità di alcune proposte, secondo Culicchi, che si limita a rilevare che il Comune non ha ascoltato «alcune richieste concrete, ma onerose, cavalcandone altre più plateali, ma più convenienti». L’esempio è la mancata gratuità dei parcheggi. «I commercianti del centro storico – dice il segretario del Pd – avrebbero preferito parcheggi gratis intorno a tutta la cinta muraria, invece il Comune ha solo diminuito il costo del parcheggio nell’area di Piazza Nassiriya, riducendo così al minimo l’esborso di soldi veri dalle casse comunali».
Culicchi sottolinea che si è persa un’occasione importante per il cambiamento della città. «Cambiare una città – dice – è impresa ardua, ma non avere neanche la consapevolezza di doverlo fare, è devastante, ecco perché è cosi grave aver strumentalizzato quel movimento cittadino spontaneo» e accusa il sindaco di non avere una visione per la città. «Adesso – conclude Culicchi – la cosa più importante da fare è quella di estrapolare dal Nucleo Fenice l’unica cosa che ha un senso, che è proprio questo patrimonio di contributi e idee che la città ci ha donato e cercare di renderlo carburante prezioso per quel motore economico che rimetta in cammino Grosseto e la Maremma tutta». —
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