Il Tirreno

Grosseto

la sanità si riorganizza 

Analisi del sangue, riapre Barbanella E via alle convenzioni con i privati

Lina Senserini
Analisi del sangue, riapre Barbanella E via alle convenzioni con i privati

Da lunedì mattina torna operativo il punto prelievi di via De Amicis. Orario allungato anche al pomeriggio per snellire le liste

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Lina Senserini / grosseto

Da lunedì mattina riapre il punto prelievi in via De Amicis di Barbanella a Grosseto e a breve partiranno le convenzioni anche con le strutture private accreditate. Ma sarà sempre su appuntamento al Cup che i cittadini potranno andare a fare l’esame del sangue. La presentazione diretta con richiesta del medico è una modalità del tutto tramontata e che non tornerà più, bisogna farci l’abitudine.

Questo è il primo passo della Asl sud est per ricondurre i tempi dei prelievi alla normalità, dopo che l’applicazione delle nuove misure anticontagio e la conseguente drastica diminuzione di prestazioni nell’arco dell’orario di servizio, unita alla chiusura degli ambulatori di Grosseto (tra cui quello dell’ospedale) e nei comuni del territorio, avevano dilatato l’attesa fino a quasi due mesi. Tanto che alcuni cittadini si sono rivolti alla redazione del Tirreno per segnalare appuntamenti in via Don Minzoni, unico punto rimasto attivo in città durante il lockdown, addirittura a luglio.

«Abbiamo previsto di aprire il punto prelievi di Barbanella da lunedì, all’inizio per mezza giornata, con una postazione. Successivamente amplieremo l’orario e verranno attivate due postazioni, per arrivare a fare 300 prelievi al giorno, cui si aggiungono almeno un centinaio fatti a domicilio dal nostro personale», spiega il direttore della Zona Distretto Area grossetana, Amiata e Colline Metallifere, Fabrizio Boldrini. «Non verrà riaperto il punto prelievi dell’ospedale e Barbanella si affianca al momento a via Don Minzoni. Nel frattempo l’azienda stipulerà convenzioni con gli ambulatori privati, nei tempi richiesti per questo tipo di procedimenti amministrativi, per snellire ulteriormente le liste. I punti nei distretti provinciali, circa due per comune, saranno invece riaperti progressivamente dopo una valutazione caso per caso, in base alle caratteristiche e agli spazi per garantire il distanziamento tra pazienti».

Nel caso dei punti prelievo periferici, tuttavia, c’è da tenere conto anche del fabbisogno di personale. Se prima del coronavirus era sufficiente un operatore sanitario, affiancato o meno da un amministrativo, ora occorre raddoppiare, perché in ogni sede deve esserci un check point per la misurazione della febbre e per la distribuzione di mascherine, nel caso in cui il paziente ne sia sprovvisto. Gli ambulatori, inoltre, devono essere riorganizzati fisicamente, se occorre, per mantenere le distanze anche tra operatori e pazienti.

Non solo, ma la programmazione deve essere calibrata sugli orari per il ritiro dei campioni da portare al laboratorio analisi dell’ospedale. Insomma, un superlavoro per la direzione della Zona distretto per trovare la quadratura del cerchio e tornare a tempi di attesa accettabili, anche ricorrendo a nuove modalità, fino a tre mesi fa impensabili. Come ad esempio l’orario dei prelievi, che sarà esteso a tutta la giornata. Alcuni tipi di esami, infatti, non richiedono che il paziente sia digiuno e possono essere effettuati anche nel pomeriggio.

«Naturalmente le urgenze sono garantite nelle 24 ore, con posti dedicati nell’agenda delle prenotazioni, purché sia indicato nella richiesta», conclude Boldrini. —

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